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“Zico”, il clochard di piazza Sannazaro ucciso a coltellate: “Correvo con Pantani”

Napoli Città
13 Gennaio 2019 11:10 Di Ciro Cuozzo
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Hanno litigato, come spesso capitava, per motivi futili, aggravati ancor di più dall’alcol che bevevano per dimenticare i problemi di una vita difficile, che li ha portati a vivere alla giornata, per strada, senza un tetto sulla testa.

Un litigio prima verbale, poi fisico, avvenuto sabato sera sul lungomare di Mergellina, alle spalle degli chalet. Una lite degenerata quando Rachid Giovanni, marocchino di circa 30 anni, ha estratto un coltello e ha colpito in petto il connazionale rivale, El Hanati Mohamed Sghir, conosciuto da tutti nella zona come “Zico”. Fendenti profondi che non hanno lasciato scampo al clochard che da giovane era ciclista per la nazionale del suo Paese e aveva conosciuto anche Marco Pantani. 

“Zico”, originario di Casablanca e dall’età apparente di 50 anni (in attesa della conferma ufficiale da parte della Questura di Napoli), viveva da tempo tra piazza Sannazaro e la funicolare di Mergellina insieme ad altri senza fissa dimora nordafricani. Era molto conosciuto da residenti e commercianti della zona che, a modo suo, era riuscito a conquistare nonostante qualche intemperanza di troppo, dovuta soprattutto all’alcol.

Alto un metro e 85 centimetri, “Zico” indossava spesso una coppola e aveva piccole treccine tipo rasta.

La prima volta che ci fermammo a parlare per diversi minuti era la scorsa estate, quando in seguito a un litigio con un altro connazionale, “Zico” riportò la peggio tanto da sollecitare l’intervento del 118 e della polizia. “Quel marocchino che mi ha picchiato è cattivo, non è come me” raccontava pulendosi con un fazzoletto il volto dal sangue prima di mostrare la foto della figlia che custodiva nella tasca posteriore dei pantaloni insieme ai documenti. “Vive in Russia, non la vedo da tempo ma non voglio parlarne”.


fonte foto: Angeli di Strada Villanova

“Zico” parlava bene l’italiano e anche un po’ di napoletano. Viveva nel nostro Paese da anni e durante il periodo del Ramadan era solito pregare in direzione della Mecca all’interno della rotonda di piazza Sannazaro.  Da giovane – stando al suo racconto – era stato un ciclista fino ad indossare la maglia della nazionale marocchina. “Ho corso per diversi anni e ho conosciuto anche Marco Pantani durante una competizione giovanile. Poi sono stato nella polizia marocchina prima di lasciare tutto e cambiare vita”.

I motivi “Zico” non li ha voluti raccontare, li ha tenuti per sé, nel suo dolore per quella figlia che non vedeva da tempo. Sofferenze che provava a dimenticare bevendo e vivendo alla giornata. Spesso già dalla mattina lo incontravi in piazza Sannazaro con un bicchiere di vino o una birra. Era gentile, salutava con quel suo accento francese e ritornava nel gruppetto di amici occasionali con i quali spesso litigava. Sabato sera l’ultimo litigio, degenerato nel peggiore dei modi. Ciao “Zico”, che la terra ti sia lieve.

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