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La leggenda della strega della Reggia di Caserta: la maledizione dell’amore spezzato

Cultura
23 Novembre 2018 12:23 Di Fabiana Coppola
3'

La storia della strega della Reggia di Caserta si perde nella notte dei tempi, ma è una delle fiabe più intricanti del Mezzogiorno. La vicenda riguarda un principe e una fanciulla. Un amore osteggiato da tutti e un finale inaspettato. Esistono diverse versioni della narrazione, ma questa che stiamo per raccontare è la più diffusa.

La leggenda narra del principe Andrea e della sua amata Rosella, una giovane figlia di un pescatore napoletano e non di origini aristocratiche. L’amore tra i due era osteggiato da molti per la differenza di ceto sociale e così alcune nobildonne, che ambivano al matrimonio con il principe, non appena vennero a sapere delle nozze di quest’ultimo con la plebea, si recarono da una strega. La megera diede loro una rosa avvelenata che avrebbe ucciso Rosella non appena l’avesse annusata.

Quando la fanciulla ebbe in dono la rosa, ignara del crudele destino, la portò con sé e l’annusò mentre percorreva la navata. Anziché morire però Rosella si tramutò in una vecchia dall’orribile aspetto. La fanciulla si recò così da una strega di Benevento la quale le disse che solo il bacio di un principe avrebbe rotto il sortilegio. Certa dell’amore di Andrea, Rosella si recò dal suo amato, ma quest’ultimo non solo non la riconobbe, l’accusò anche del rapimento della sua sposa e la fece rinchiudere in una grotta nel parco della Reggia di Caserta. Il principe vagò per il regno alla ricerca della sua amata, ma non la trovò e morì disperato.

Tempo dopo il re organizzò una battuta di caccia nel parco della Reggia e qui il principe austriaco Ulrico, che faceva padre della battuta, incontrò la strega ed ella, colpita dalla sua gentilezza, gli regalò un ramo di pungitopo da appendere al petto come portafortuna. Durante la caccia però un cinghiale stava per uccidere il re così l’austriaco si frappose tra l’animale e il monarca rimanendo ucciso. Rosella fu talmente impressionata dalla scena da urlare dalla disperazione così tutti la videro e le diedero la colpa dell’accaduto condannandola a morte.

Giunta al palazzo espresse come ultimo desiderio quello di vedere un’ultima volta Ulrico. Nell’atto di accarezzare il corpo del principe la donna si punse col rametto che il nobile portava all’occhiello della giacca. Una goccia del suo sangue cadde, così, sulla bocca di Ulrico il quale si risvegliò miracolosamente e la baciò facendo in modo che la giovane si trasformasse nella bellissima fanciulla di un tempo. I due, innamorati più che mai, decisero di convolare a nozze.

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