Ultimo aggiornamento martedì, 13 novembre 2018 - 19:31

Abusa del figlio dei vicini procurandogli lesioni al glande, dottoressa finisce in carcere

Cronaca
8 novembre 2018 15:05 Di Ciro Cuozzo
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Avrebbe abusato di un bambino di nove anni, costringendolo a subire atti sessuali praticati con “azione particolarmente energica” tanto da procurare al piccolo lesioni al glande.

Questa l’accusa nei confronti della dottoressa S.B., 61enne medico chirurgo, specializzato in chirurgia estetica, residente a Napoli. Alla donna i carabinieri della Stazione di Castel Volturno (Caserta), su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno notificato martedì 6 novembre un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale sammaritano per i reati di violenza sessuale ai danni di un bambino di 9 anni.

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L’articolata indagine, partita dopo i racconti del piccolo alla sorella che ha poi ha riferito tutto ai genitori, i quali hanno denunciato l’accaduto, ha consentito di accertare che l’indagata, lo scorso mese di agosto, nella sua casa estiva di Castel Volturno aveva abusato del minore che le era stato affidato per poche ore dagli stessi genitori, suoi vicini di casa.

Nello specifico è emerso che il medico chirurgo avesse condotto il minore all’interno di una stanza della sua abitazione e, dopo averlo parzialmente denudato, lo costringeva a subire atti sessuali praticati – sottolinea la Procura – con azione particolarmente energica tanto da procurare al minore lesioni al glande.

La vittima, ascoltato con il supporto degli psicologi, rendeva dichiarazioni al pubblico ministero che confermavano l’ipotesi accusatoria, già fondata sulle risultanze della certificazione medica. Inoltre ha ricostruito, con dovizia di particolari, le fasi della violenza e l’adescamento preliminare, fornendo così la base probatoria condivisa dal Gip in sede di emissione del provvedimento restrittivo.

La dottoressa, al termine delle operazioni di rito, è stata associata in una struttura carceraria per rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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