Ultimo aggiornamento martedì, 13 novembre 2018 - 19:31

La camorra per un napoletano su tre non è socialmente pericolosa: l’indagine di Libera

Cronaca
7 novembre 2018 18:42 Di redazione
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Omertà e poca conoscenza di quello che accade nel territorio in cui si vive. Potrebbe essere questa la sintesi dei risultati emersi in una indagine condotta da Libera in tutte le regioni d’Italia sulla percezione e la presenza delle mafie e della corruzione.  Attraverso una ricerca quantitativa, con oltre 10.000 questionari in tutta Italia, e una ricerca qualitativa, con oltre 100 interviste alle associazioni di categoria, Liberaidee dà una panoramica aggiornata rispetto alla presenza e alla percezione delle mafie e della corruzione nel nostro Paese e a livello internazionale. Il Rapporto mette insieme l’analisi quantitativa e l’analisi qualitativa e fornisce molti dati dai quali poter partire per ragionare su nuovi metodi capaci di generare cultura antimafia e cittadinanza attiva.

I DATI IN CAMPANIA: “CAMORRA MENO GLOBALE”

In Campania sono appena 616 i questionari realizzati coinvolgendo in particolare gli under 18 e i giovani tra i 18 e i 25 anni. Per il 31,6% di loro (uno su tre) la mafia è “qualcosa di marginale e non socialmente pericoloso” mentre per il 12,2% la camorra è solo “un fenomeno di letteratura”.

Vista l’alta percentuale di studenti intervistati, oltre sei su dieci, colpisce come in questa fascia ci sia una scarsa consapevolezza dei fenomeni mafiosi e corruttivi, considerando che il movimento anticamorra campano è nato anche in questi ambienti, oltre che tra gli operai e i braccianti agricoli, anch’essi distanti da una percezione corretta.

Nel Paese il fenomeno mafioso è percepito come globale (74,9%), mentre in Campania la percentuale scende al 59,4% e il dato di chi lo ritiene una specificità del Sud è quasi il quadruplo rispetto al resto dell’Italia (7,5% contro 2,1%). Per gli intervistati la principale attività della mafia in Campania è il traffico di droga (70,8%, il 59,8% in Italia), l’estorsione (40%) e il traffico di rifiuti (27%). In quest’ultimo caso la percezione è doppia rispetto al dato nazionale, così come per gli omicidi. Alla domanda ‘Cosa ti toglie di più la mafia?’, nel dato complessivo prevale l’idea della libertà, mentre in Campania primeggiano sicurezza, lavoro e futuro.

LA POLITICA E CORRUZIONE

C’è un forte distacco dalla politica: solo il 16,9% dei campani si definisce impegnato (+5% rispetto alla media nazionale), il 46,8% pensa che sia sufficiente tenersi al corrente, l’8,6% si dice disgustato dalla politica, in linea con il dato italiano.
Sul fronte della corruzione, in Campania è più alta la percezione del fenomeno (92,7% contro il 73,4% complessivo) e la metà del campione ritiene che sia molto presente sul proprio territorio, anche in virtù di esperienze personali. Tra le figure considerate più corrotte ci sono i politici, principalmente rappresentanti del Governo, parlamentari ed esponenti dei partiti. Il 64,3% non denuncia perché teme ripercussioni, mentre un terzo dei campani lo giudica un atto inutile perché ritiene corrotti anche i funzionari pubblici, segno di una sfiducia generalizzata.

“Alcuni dati sono altamente preoccupanti – riflette Fabio Giuliani, referente di Libera in Campania – mentre su altri fronti il rapporto ci dice che stiamo andando nella giusta direzione. È prioritario lanciare una grande sfida educativa, partendo dalle politiche dell’istruzione”. Per il responsabile della ricerca, Mariano Di Palma, “non si puo’ affidare l’educazione alla legalità a eventi spot, all’interno di istituti scolastici che si trasformano sempre più in ‘progettifici’. Bisogna recuperare un senso di mobilitazione civile generale e valorizzare le esperienze straordinarie presenti sui territori anche per dare una speranza per il futuro”.

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