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Riduzione aggio su vendita biglietti mezzi pubblici, Confesercenti: “A rischio posti lavoro”

Rivenditori in agitazione, la percentuale dal 1 settembre è passata dal 35% al 30%

Trasporti
10 settembre 2018 19:01 Di redazione
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I rivenditori dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico a Napoli e provincia sono in agitazione a causa della decisione di abbassare – ulteriormente – l’aggio sulla vendita dei biglietti dal 3,5% al 3 % dal primo settembre scorso.

La decisione è stata presa unilateralmente dalla Scarl “Giraservice”, ovvero la ditta che ha vinto di nuovo la gara d’appalto indetta dal Consorzio Unico Campania per la commercializzazione dei biglietti. La Confesercenti di Napoli, e le associazioni a essa legate, FeNaGi (Federazione Nazionale Giornalai) e AssoTabaccai, esprimono dissenso nei confronti di Consorzio Unico Campania e Scarl Giraservice.

La protesta è per la decisione presa e sin da fine luglio hanno sollecitato – con lettere ufficiali – un incontro urgente con tutti i soggetti coinvolti (Comune di Napoli, Anm, Consorzio Unico Campania, Giraservice ) per trovare una soluzione. L’Assessorato al Commercio del Comune di Napoli, con l’assessore Enrico Panini in testa, ha parimenti sollecitato un incontro per trovare una risoluzione, e lo stesso hanno fatto sia l’Assessorato ai Trasporti (con l’assessore Mario Calabrese) che l’ANM di Napoli.

Continue e ufficiali – e per ora vane – le richieste di Confesercenti, FeNaGi e Assotabaccai di istituire un tavolo comune di discussione per trovare le giuste soluzioni. Le proteste delle associazioni di categoria sono volte anche a tutelare gli utenti, dal momento che FeNaGi e Assotabaccai sono disponibili a fornire un servizio indispensabile per viaggiatori, turisti e per le stesse aziende di trasporto cittadine.

Non possiamo accettare questa riduzione dell’aggio – commenta Vincenzo Schiavo, presidente Confersercenti di Napoli – sia perché è stata decisa unilateralmente un’importante condizione contrattuale senza alcun confronto ma anche perché grava sulla già delicata situazione economica in cui versa la categoria degli edicolanti per la crisi della vendita quotidiani e periodici, col rischio di perdita di posti di lavoro“.

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