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Intervista a Gransta MSV: “Vieni mo, Napoli che vince sempre e comunque”

Interviste
1 agosto 2018 13:21 Di Fabiana Coppola
3'

Gransta MSV si racconta ai microfoni di VocediNapoli.it a pochi giorni dall’uscita del suo nuovo brano “Vieni mo“, un inno alle strade di Napoli, alla bellezza della nostra cultura e della creatività che si manifesta attraverso l’hip hop. Sono diversi gli elementi di singolarità presenti nel video, che fanno emergere la personalità chiara e distinta del rapper: dall’utilizzo di una figura del passato, ovvero il pazzariello di Totò nella forma di B-boy, al drone che mostra la città nella sua interezza dai vicoli al mare, fino alla scelta di inserire scene di street dance (forma espressiva dell’hip hop).

Gransta si racconta senza remore per far passare un messaggio chiaro che rompe gli schemi di una cultura musicale nuova, ma allo stesso tempo troppo spesso banale: far valere la propria personalità attraverso l’espressione della musica, in questo caso del’hip hop, e non fermarsi allo stereotipo del cantante rap dai bei vestiti e accerchiato dalle belle donne. Il punto di forza secondo l’artista? E’ Napoli, che come dichiara “Vince sempre e comunque“.

Gransta tu cosa ci racconti del tuo nuovo singolo “Vieni mo”?

“Vieni mo, come dice la parola stessa, è un invito ad esprimersi mediante la creatività che per me è l’hip-hop. Non solo un genere musicale, ma una cultura che si manifesta mediante la break, la street dance e il rap”.

Come mai la scelta stilistica di utilizzare la figura del Pazzariello di Totò?

“Per me l’hip hop se non fosse nato in America sarebbe nato a Napoli, dove vivono l’arte e la creatività. La tradizione napoletana mi ha fatto venire in mente l’idea del rapper come pazzariello, un richiamo che riguarda la mia fierezza di essere B-boy”.

Nel tuo singolo tu fai anche una critica a coloro che definisci “rapper da fast food”. In particolare a cosa ti riferisci o a chi?

“Non mi riferisco a nessuno in particolare, ma a un modo di essere e di pensare. Come in ogni cosa quando c’è un boom si crea un’etichetta, uno stereotipo e così è successo anche al rap, ad esempio adesso va di moda la trap. Io critico nello specifico il fatto che molti artisti si limitino a seguire la moda. L’ostentazione nel rap va bene, ma va fatta con personalità”.

Cosa ne pensi nello specifico del nuovo panorama musicale napoletano?

Napoli vince sempre e comunque. Emerge in ogni caso una forte personalità e raramente si cade nel cliché. Il napoletano è la lingua perfetta per potersi esprimere e gli artisti del nuovo scenario partenopeo mi piacciono molto perchè riescono a fare bene questo”.

 

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