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Pompeii Theatrum Mundi 2018, la rassegna è da applausi

Cultura
20 luglio 2018 12:10 Di redazione
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La rassegna estiva di drammaturgia antica Pompeii Theatrum Mundi 2018 promossa dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei, ha registrato anche quest’anno un grande successo di pubblico e un’importante attenzione della stampa nazionale e internazionale.

Dei quattro spettacoli in programma tra il 21 giugno e il 21 luglio nella suggestiva cornice del teatro romano del sito archeologico, ben tre – ovvero Salomè di Oscar Wilde nella messa in scena di Luca De Fusco, Oedipus di Sofocle firmato da Robert Wilson e Non solo Medea dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten – sono state produzioni commissionate e rappresentate in prima assoluta alla rassegna. Ad esse è stata affiancata la prestigiosa ospitalità dell’Eracle di Euripide con la regia di Emma Dante, presentato dall’INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico, Fondazione Onlus, spettacolo conclusivo della rassegna.

4 titoli dunque di grande pregio per una proposta complessiva impegnativa sia sul piano produttivo che sul piano organizzativo, logistico, di comunicazione e di promozione, che il Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale diretto da Luca De Fusco ha realizzato, d’intesa con il Parco Archeologico di Pompei, a conclusione della Stagione Teatrale 2017/2018.

12 rappresentazioni complessive – 3 per ognuno dei 4 titoli del programma – che hanno registrato un’affluenza di oltre 12800 spettatori, con sold out per 9 serate su 12, con un riempimento del 95% e un’incidenza significativa del pubblico under 30 e la presenza di circa 300 giornalisti delle testate regionali, nazionali, tra i quali i maggiori critici di teatro italiani e anche molte presenze di stampa internazionale.

«Un bilancio – dichiara il direttore Luca De Fusco – più che positivo per una manifestazione “giovane” come Pompeii Theatrum Mundi. La dimostrazione che il progetto condiviso con il direttore Massimo Osanna, di coniugare la suggestiva potenza del Teatro Grande di Pompei e le opere altrettanto potenti dei classici del teatro, si è rivelato vincente e, senza dubbio, con un sicuro futuro».

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