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Gestione dei rifiuti truccata, terremoto a Grumo Nevano: arrestati sindaci e vigili

Politica
7 giugno 2018 12:36 Di Ciro Cuozzo
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Era un vigile urbano, appoggiato dal sindaco di turno e da altri funzionari, a ricoprire un ruolo rilevante nella gestione amministrativa del comune di Grumo Nevano e, nello specifico, nelle gare d’appalto per l’affidamento del servizio della raccolta dei rifiuti.

Terremoto giudiziario nel comune a nord di Napoli dove questa mattina i finanzieri di Giugliano in Campania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del sindaco Pietro Chiacchio (noto anche per la sua professione di ginecologo) del precedente sindaco, dell’attuale comandante della polizia municipale e responsabile del servizio Ecologia e di un vigile urbano. Sottoposti all’obbligo di firma il precedente comandante della polizia municipale e l’amministratore della società affidataria del servizio di raccolta di rifiuti.

Lo stesso Chiacchio e un vigile urbano, Antonio Pascale, già finirono ai domiciliari lo scorso ottobre 2017 dopo il ritrovamento all’interno dell’auto di Pascale di un bigliettino dove erano indicate delle informazioni coperte dal segreto investigativo. Queste ultime erano relative proprio all’attuale indagine e nel pizzino era anche scritto il nome del magistrato incaricato dell’inchiesta. In carcere finì un assistente della Polizia penitenziaria che svolgendo un ruolo di vigilanza presso gli uffici giudiziari di Napoli Nord avrebbe permesso l’incriminata fuga di notizie.

Il sindaco Pietro Chiacchio

Le indagini, coordinate dalla procura di Napoli nord diretta da Francesco Greco, hanno portato alla luce un vero e proprio sistema illecito, specializzato soprattutto nella gestione delle gare d’appalto per l’affidamento e la gestione del servizio di raccolta rifiuti. Gara bandite dal comune di Grumo Nevano nel 2006 e nel 2013 e dalle quali sono partire le indagini in seguito a un esposto in cui si lamentavano irregolarità.

Ai destinatari dell’ordinanza sono contestati, a vario titolo e in concorso con altri, i reati di peculato, turbata libertà degli incanti, frodi nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e assenteismo.

Le successive indagini svolte dalle fiamme gialle di Giugliano in Campania, supportate dal persone della locale sezione di polizia giudiziaria, hanno portato alla luce il ruolo apicale di un vigile urbano che, secondo l’ipotesi accusatoria, e risultato ricoprire un ruolo apicale nella gestione amministrativa nel comune di Grumo Nevano coadiuvato dagli altri destinatari della misura cautelare.

Nel mirino degli investigatori una turbativa d’asta relativa alla gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di igiene urbana e gestione integrata dei rifiuti solidi urbani per il periodo 2013-2018 sul territorio di Grumo Nevano; una frode nelle pubbliche forniture relativamente al contratto di affidamento dei servizi di igiene urbana e gestione integrata dei rifiuti solidi urbani per il periodo 2006-2013; e un peculato (appropriazione indebita di denaro o altro bene mobile appartenente ad altri, commessa da un pubblico ufficiale) derivante dalle maggiori somme corrisposte per il periodo 2012-2013 dal comune di Grumo Nevano alla società affidataria del servizio, con danno erariale di circa 130mila euro. In sintesi l’impresa in questione trasportava i rifiuti organici nella vicina Acerra ma fatturava un importo maggiore previsto invece per il conferimento degli stessi rifiuti fuori dal territorio regionale.

Inoltre la società appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti (sia nel 2006 che nel 2013) utilizzava vecchi camion, con capacità inferiore, rispetto a quanto previsto dai capitolati d’appalto. Con riferimento all’esecuzione del contratto stipulato nel 2006, le indagini hanno evidenziato che il Comune di Grumo Nevano ha corrisposto alla ditta appaltatrice il costo di ammortamento degli automezzi utilizzati senza provvedere però alla loro acquisizione in via definitiva a conclusione dello stesso, come previsto dal bando. Nel contratto d’appalto del 2013, lo stesso comune ha poi permesso alla società di impiegare i vecchi automezzi per la raccolta dei rifiuti, pagando alla stessa nuovamente, e quindi per la seconda volta, i costi di ammortamento su automezzi vecchi.

Dalle indagini è emersa infine l’esistenza di una società cartiera, intestata a prestanome ma di fatto gestita dal vigile urbano finito oggi ai domiciliari e da un altro dipendente del comune di Grumo Nevano, attraverso la quale venivano emesse fatturazioni per operazioni inesistenti a favore di un’impresa facente capo allo stesso vigile urbano.

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