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Giovane napoletano scelto da Forbes tra i 100 leader italiani under 30: la storia di Luigi Congedo

Curiosità
20 marzo 2018 17:50 Di Sveva Scalvenzi
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Si chiama Luigi Congedo e la rivista Forbes l’ha selezionato per la classifica dei 100 giovani leader under 30. Napoletano trapiantato in Silicon Valley da 7 anni, dove lavora presso la BootstrapLabs, fondo di investimento focalizzato sull’Intelligenza Artificiale, celebra oggi quest’importante traguardo. La sua prima esperienza all’estero è stata il progetto Erasmus in Spagna, da lì ha iniziato a viaggiare e collezionare esperienze di lavoro e studio in giro per il mondo.

L’intervista a Luigi Congedo

Sei stato inserito dalla rivista Forbes nella lista dei Top 100 leader italiani under 30, un bel traguardo. Come ci si sente a raggiungere questo risultato?
Sono estremamente contento nel condividere la mia selezione tra i Top 100 giovani Leader Italiani da Forbes! Ricordo ancora quando leggevo Forbes nei miei primi anni di università, sognando una carriera da manager in grosse aziende, con la paura e le mille incertezze di quell’età. Gli ultimi anni della mia vita sono stati incredibilmente intensi e allo stesso tempo meravigliosi. Da quando sono arrivato in Silicon Valley, circa 7 anni fa, sono cresciuto tantissimo e spero che il duro lavoro possa continuare a darmi soddisfazioni e future motivazioni come questa di oggi. Spero di poter inspirare i milioni di giovani italiani che oggi si trovano a studiare e/o lavorare in un ambiente come quello italiano estremamente inefficiente.

Da Napoli alla Silicon Valley, qual è stato il percorso che ti ha portato a essere dove ti trovi oggi?
Da Napoli sono stato prima Spagna, Inghilterra, Irlanda e Cina per poi stabilirmi definitivamente in Silicon Valley. Dopo l’Erasums in Spagna, ed una breve esperienza in Irlanda, sono andato via inizialmente per un Master in International Business, poi dopo aver lavorato per varie tech company a San Francisco, 4 anni e mezzo fa ho iniziato a lavorare presso BootstrapLabs, un fondo di investimento focalizzato sul Intelligenza Artificiale.

Nel Sud Italia si parla tanto di disoccupazione giovanile, cosa consiglieresti a un ragazzo che si trova a scegliere che università frequentare?
Credo che la scelta dell’università sia molto importante, ma ciò che determina il futuro di una persona sono le esperienze lavorative. Io consiglio di scegliere l’Università in base alla qualità didattica ed in base al network di alunni. Oggi ad ogni modo ciò che conta ancor più della scelta dell’università è l’aggiornarsi continuamente. Leggere, partecipare in modo diretto ed indiretto a progetti, conoscere persone più preparate, fare corsi online di aggiornamento, cercare mentors ai quali inspirarsi, partecipare a conferenze e tutto quello che si può fare per continuare a crescere.

Suggeriresti di andare via dall’Italia? Solo chi espatria può diventare una persona di successo?
Non consiglierei mai a nessuno di andar via dall’Italia, ma sicuramente consiglierei a chiunque di fare esperienza all’estero. Per partecipare e capire la vita economica, pubblica, politica di oggi bisogna viaggiare, esporsi a nuove culture. Viviamo in un mondo che è sempre più globale, dove le nuove sfide ed opportunità, sono influenzate da milioni di fattori esterni. Aver una preparazione e/o esperienza internazionale dovrebbe diventare una prassi.

Cosa porteresti della tua esperienza di lavoro all’estero qui in Italia?
Molti dicono che in Italia non si lavora, a mio avviso in Italia si lavora e anche tanto, ma in modo completamente inefficiente. E’ difficile capire cosa serva all’Italia per ripartire; credo che più di portare qualcosa in Italia mi piacerebbe un giorno poter contribuire nel mio piccolo ad un cambio radicale del nostro Paese, e magari iniziare delle attività economiche qui. La voglia di fare e l’energia positiva con la quale si lavora in Silicon Valley sono sicuramente due degli aspetti che mi piacerebbe un giorno poter vedere in Italia.

Quando pensi a Napoli cosa ti viene in mente?
Quando penso a Napoli penso a tutto, alla vita, alla famiglia, la pizza, gli amici, al passato ed al futuro. Napoli è casa mia, la mia unica casa, e per sempre rimarrà la città che amo di più.
In 8 anni da espatriato non ho mai smesso di pensare a Napoli. Molte volte con rancore, ma il più delle volte con amore e felicità. Ho conosciuto centinaia di persone in giro per il mondo; Napoli è una città che tutti conoscono, ma pochi hanno realmente conosciuto bene. C’è chi ne parla bene e chi ne parla male, ma tutti hanno un opinione di Napoli. Per me è un orgoglio e una fortuna essere nato a Napoli, e spero un giorno di poter crescere i miei figli in questa città. 

Luigi Congedo, giovane napoletano in Silicon Valley: per Forbes tra i 100 giovani leader italiani

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