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Napoletani scomparsi in Messico, trovati cinque cadaveri smembrati: chiesto esame Dna

Cronaca
10 marzo 2018 09:07 Di redazione
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Prima le parole poco rassicuranti del procuratore dello stato di Jalisco, Raul Sanchez, che ha smentito le autorità italiane sull’arrivo di agenti dell’Interpol per intensificare le ricerche sui tre napoletani scomparsi dal 31 gennaio scorso e, allo stesso tempo, ha fatto sapere che novità concrete non ce ne sono. Adesso dal Messico arriva una notizia terribile, che lascia tutti pietrificati.

I media messicani riferiscono che cinque cadaveri smembrati sono stati scoperti dalla polizia. Erano dentro delle buste di plastica lasciate all’interno di un Suv di colore rosso parcheggiato a bordo di un sentiero rurale nei pressi di Chilapa, cittadina che si trova nello stato messicano di Guerrero, nel sud-est del Paese.

RITI CANNIBALI NEL CARTELLO DI JALISCO: SI TEME PER I TRE NAPOLETANI

I resti – così come riferisce Giuseppe Crimaldi su “Il Mattino” – sono stati trovati dai residenti del luogo mentre si dirigevano verso il tradizionale mercato settimanale di Chilapa. Al momento, tuttavia, è prematuro fare qualsiasi ipotesi. Secondo la polizia scientifica che ha esaminato i resti umani, l’identificazione risulta assai difficile a causa dello stato in cui si trovano i cadaveri.

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Una notizia che però ha spinto uno dei legali che assistono la famiglia Russo, l’avvocato Luigi Ferrandino, ad avanzare le procedure legali internazionali per chiedere che su quei resti umani venga eseguito l’esame del Dna, comparato con i codici genetici dei tre napoletani svaniti nel nulla.

I tre, Raffaele Russo,  suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, gestivano una vendita, pare non del tutto legale, di generatori elettrici e l’ipotesi maggiormente seguita dalle autorità messicane e che abbiano venduto prodotti falsi a persone sbagliate, appartenenti al Cartel Nueva Generaciòn de Jalisco.

COME FUNZIONA IL GIRO DI GENERATORI ELETTRICI

Si tratta di uno spietato gruppo criminale nato per ammazzare i rivali Loz Zetas, che dopo la cattura di El Chapo, ha deciso di seguire gli affari in proprio per diventare il gruppo dominante in Messico. La guerra tra queste due organizzazioni ha fatto oltre 200.000 vittime in 10 anni e si contano 25.000 omicidi solo nel 2017. I tre napoletani scomparsi potrebbero aver fatto qualche torto a un membro del Cartel Jalisco Nueva Generaciòn e poiché l’organizzazione si occupa anche di “proteggere” il proprio popolo potrebbe averli puniti.

 

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