Luigi Celentano, il 18enne metese, è scomparso da un anno. Alle telecamere di “Chi l’ha visto” il padre, Giovanni, uscito dal carcere di Poggioreale lo scorso 23 agosto, ha raccontato di aver cercato il figlio per molto tempo affidandosi al sesto senso, ma di esser giunto a una conclusione: “Mio figlio è prigioniero o morto“.
Alla base dell’ipotesi paterna sul destino del figlio Luigi c’è la lettura delle carte: “È uscito il sette di picche nero, una carta brutta – spiega Celentano senior – La gente è cattiva, possibile che 14 o 15 persone abbiano fatto del male e traumatizzato Luigi al punto da spingerlo a prendere il primo treno e andare via. Oppure quelle stesse persone l’hanno ammazzato“. Il ragazzo era infatti andato via da Meta lo scorso 12 febbraio 2017 dopo aver fatto visita allo zio a Vico Equense al quale aveva confessato di aver paura che qualcuno lo uccidesse. Luigi sarebbe stato vittima di atti di bullismo e forse proprio questo potrebbe averlo spinto a lasciare Meta.
Sul caso la Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo, ma non ci sono né indagati né ipotesi di reato. Dal momento della scomparsa le forze dell’ordine hanno cercato il ragazzo in tutti i luoghi possibili, ma di lui non è stata trovata alcuna traccia. Per gli investigatori si tratterebbe di allontanamento volontario dunque resterebbe solo da individuare il luogo in cui Luigi abbia deciso di rifugiarsi. Il padre però non crede a questa versione. Il ragazzo aveva in passato denunciato l’attuale compagno della madre, Gennaro, dicendo ai carabinieri: “Vuole farmi del male“.

