Ultimo aggiornamento giovedì, 22 febbraio 2018 - 11:44

Omicidi, bombe e parrucche: presi killer e mandanti della faida di Scampia

Fu un ordigno lanciato in un cortile dove c'erano dei minori a far perdere la guerra agli Abete-Abinnante-Notturno

Cronaca
1 febbraio 2018 08:35 Di Ciro Cuozzo
5'

Un omicidio per parte. Un altro tentato nel fortino dei rivali (il Lotto G) con indosso una parrucca da donna imbracciando un kalashnikov. Ma l’arma si inceppò e salvò la vita al reggente della Vanella Grassi che di lì a poco uscì vittoriosa dalla faida grazie anche alla mancanza di consenso e appoggi logistici che subirono gli Abete-Abbinante-Notturno dopo il lancio di una bomba in un cortile del Lotto G che sfiorò la strage: due minorenni feriti e nove auto danneggiate.

E’ quanto hanno ricostruito carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli con i militari del nucleo Operativo della Compagnia Vomero che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di 8 persone. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo di una serie di reati aggravati da finalità mafiose che vanno da omicidi a lesioni personali aggravate, e alla detenzione e porto illegale di armi e munizioni e bombe a mano.

Si tratta di: Abbinante Arcangelo; Baldassarre Salvatore; Barretta Ciro; Bastone Antonio; Mincione Raffaele; Montanera Giuseppe; Polverino Pietro; Ursillo Anna.

Nel corso di indagini coordinate dalla DDA partenopea sono stati ricostruiti alcuni dei fatti di sangue che caratterizzarono la faida di camorra scoppiata nel 2012 tra il clan camorristico della Vanella Grassi e quello degli Abete-Abbinante-Notturno. Entrambi erano attivi nella gestione delle piazze di spaccio di Scampia ed entrarono in guerra per il predominio sul lotto G, un insediamento di edilizia popolare all’epoca sotto il controllo della Vanella Grassi, innescando una faida che portò a 27 omicidi.

OMICIDIO TRIPICCHIO – Individuati mandanti e autori di due omicidi. Quello di Rosario Tripicchio perpetrato il 5 gennaio 2012 a Giugliano in Campania, nel napoletano. L’uomo era stato luogotenente di Antonio Bastone e si era successivamente “girato”.

Bastone aveva quindi istigato Arcangelo Abbinante all’omicidio di Tripicchio per vendicarsi del fatto che durante la sua detenzione era stato esautorato dalla gestione degli affari. I sicari (Arcangelo Abbinnate e Salvatore Baldassarre) venuti a conoscenza della casa nella quale si era nascosto Tripicchio si misero appostati all’esterno e lo uccisero a colpi d’arma da fuoco mentre saliva su una vettura.

OMICIDIO URSILIO – L’altro omicidio è quello di Roberto Ursillo, parente e affiliato ad Antonio Bastone. Ursillo fù ucciso a Chiaiano il 17 settembre 2012 da un commando della Vanella Grassi. È emerso che la sua morte fu decisa dai componenti del lotto G, in particolare dal reggente Ciro Barretta, per dare una risposta armata al clan contrapposto. I killer lo seguirono nel traffico mentre era alla guida di una vettura e dopo averlo affiancato lo crivellarono di colpi.

Lotto G a Scampia

PARRUCCA E AK INCEPPATO – Pochi giorni dopo, il 22 settembre 2012, gli Abete-Abbinante-Notturno pianificarono l’omicidio di Ciro Barretta, ovvero di colui che dopo avere cacciato Antonio Bastone e i suoi familiari aveva preso il controllo del lotto G.

L’omicidio venne chiesto da Bastone ad Arcangelo Abbinante e Giuseppe Montanera. Quest’ultimi due lo pianificarono. Con tale eliminazione gli Abete-Abbinante-Notturno volevano riconquistare la lucrosa piazza di spaccio e dare un segnale di forza alla Vanella Grassi.

Il commando era composto da Abbinante Arcangelo, Montanera Giuseppe e Baldassarre Salvatore che attesero il via libera di Anna Ursillo, la madre di Bastone abitante in uno dei complessi del lotto G. La donna appostata al balcone doveva fare da specchiettista.

Il commando ebbe il via con un sms dalla Ursillo. I killer erano armati di pistole e di un fucile mitragliatore Kalashnikov. Abbinante era camuffato con una parrucca da donna ed entrò nel Lotto G senza essere riconosciuto fino a fermarsi vicino all’obiettivo. Barretta intuì cosa gli stava succedendo e si diede alla fuga. Lo salvò l’inceppamento del Kalashnikov, circostanza che gli permise di guadagnare metri preziosi e salvarsi, nonostante i colpi esplosi da Abbinante, che aveva rimesso in funzione l’AK47.

BOMBA CONTRO I BAMBINI – Fatta luce anche su due inquietanti episodi: il lancio di alcune bombe a mano da parte degli Abete-Abbinante-Notturno” il 15 dicembre 2012: la prima fu lanciata in un cortile delle Case Celesti, un insediamento popolare al confine con Secondigliano, non esplose per un malfunzionamento; la seconda bomba a mano venne lanciata poco dopo nel cortile del Lotto G e il suo scoppio provocò il ferimento di 2 minorenni ed il danneggiamento di 9 auto.

Con tali atti gli Abete-Abbinante-Notturno volevano mostrare in maniera plateale agli avversari, e soprattutto a Barretta, la loro forza e superiorità militare. Ma il lancio della bomba in pieno pomeriggio aveva sfiorato la strage e ciò fece calare gli appoggi tra la gente di Scampia e ne decretò la sconfitta dal punto di vista militare.

3
Ultimo aggiornamento 08:35
LEGGI COMMENTI

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi