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Intervista a Samuele Ciambriello: “Spazio e libertà, i comandamenti per rendere migliori le carceri”

I primi 100 giorni del nuovo Garante dei detenuti per la Campania sono stati concentrati su coloro che soffrono di specifiche patologie psichiche

Interviste
21 dicembre 2017 15:33 Di Andrea Aversa
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Samuele Ciambriello, intervistato da VocediNapoli.it, è stato nominato Garante dei detenuti per la Campania lo scorso mese di settembre al posto della compianta Adriana Tocco deceduta ad agosto. Il professore e giornalista è un fiume in piena ed ha manifestato forte entusiasmo per la sua attività che è iniziata tempo fa, a partire dall’impegno con l’associazione “La Mansarda“: Voglio partire dai numeri, solo nel 2017 sono stati 50 i suicidi nelle carceri di tutta Italia, 4 nella nostra regione (1 a Santa Maria di Capua Vetere, 2 a Poggioreale ed 1 ad Avellino); nel 2016, in Campania, abbiamo registrato 770 episodi di autolesionismo e 87 tentati suicidi“.

I dati enunciati da Ciambriello sono molto significativi e rappresentano uno scenario sconfortante. Un contesto che vede il sistema carcerario al collasso, con i detenuti, gli agenti penitenziari e tutti coloro che lavorano e vivono nelle patrie galere, vittime di un regime disumano e degradante. Sullo status della giustizia e delle carceri italiane si è spesso soffermata anche la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) che più volte ha condannato il nostro paese denunciando questo scempio.

Ma il neo Garante ha le idee chiare e la sua attività per questi primi 100 giorni si è focalizzata su una piaga sociale che coinvolge i detenuti affetti da particolari patologie psichiche. “C’è un ‘sommerso’ delle patologie psichiche nelle carceri campane che bisogna far emergere per porre fine allo stato di disagio e di abbandono in cui versano i detenuti e per creare delle strutture che siano vero e reale superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari“. L’ha ribadito anche ieri all’interno dell’aula del Consiglio Regionale della Campania, dove si è discusso del seguente tema: “La salute mentale nelle carceri campane: fotografia in bianco e nero“.

A quasi 40 anni dell’approvazione della legge Basaglia che dispose la chiusura dei manicomi, la legge 81 /2014 ha dato avvio alla definitiva chiusura degli OPG, avviando l’apertura delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). In Campania sono stati definitivamente chiusi gli OPG di Napoli e di Aversa e sono state attivate 6 Articolazioni psichiatriche e 4 Rems che, però sono insufficienti, se si pensa che a Napoli non ce n’è ancora nemmeno una. Inoltre, le REMS presenti in Campania sono strutture piccole, che possono ospitare un massimo di 20 persone, distribuite sul territorio, pensate come luoghi di cura e reinserimento sociale, luoghi che dovrebbero accogliere solo autori di reati giudicati infermi o semi-infermi di mente, ma anche socialmente pericolosi e non adatti a soluzioni totalmente restrittive. Nella realtà dei fatti, corriamo il rischio che esse diventino dei nuovi piccoli manicomi”. ha dichiarato Ciambriello.

Ma abbiamo avuto modo di parlare anche di altre questioni importanti come quella del sovraffollmento, “una piaga che sta causando gravi conseguenze all’interno delle carceri e non solo ai detenuti ma anche agli agenti penitenziari“, a sua volta fenomeno legato alle gravi responsabilità che hanno Governo e Parlamento, “è conosciuto il numero della percentuale che corrisponde ai detenuti reclusi per reati gravi o di criminalità organizzata? Solo il 6%! Questo vuol dire che le carceri sono piene di persone che potrebbero scontare la pena in modo alternativo. Penso anche ai tanti stranieri, ai tossicodipendenti o ai giovani che finiscono in carcere per due leggi vergognose: la Bossi-Fini sull’immigrazione e la Fini-Giovanardi sulle droghe“.

Poi una piccola parentesi sui decreti attuativi relativi alla riforma del sistema penitenziario che sono al momento al palo del Governo. Sulla questione è molto attivo il Partito Radicale che attraverso lo sciopero della fame dell’Onorevole Rita Bernardini ha avviato una lotta non violenta attirando l’attenzione del Ministro della giustizia Andrea Orlando che ha garantito una rapida approvazione. Sulla vicenda Samuele Ciambriello è ottimista: “Sono sicuro, saranno approvati. Anche se dopo anni, li aspettiamo dal 1985, non posso che esserne felice. Questi decreti miglioreranno l’organizzazione penitenziaria e agiranno su alcune questioni di massima importanza per la vita dei detenuti in carcere, come ad esempio quella dello spazio affettivo. I penitenziari saranno alleggeriti e inoltre avrà luogo un duplice processo di responsabilizzazione, sia da parte dei detenuti che degli educatori. E poi vorrei aggiungere una cosa di cui non si è affatto discusso, della validità della ‘messa alla prova’ anche per gli adulti e non solo per i minori”.

In conclusione abbiamo parlato della questione lavoro, un tema di grande importanza che riguarda i detenuti, sia quando sono in carcere che quando ne usciranno, “il lavoro per i detenuti all’interno dei penitenziari è fondamentale perché, oltre a impegnarli gli consente di non finire tra le braccia della criminalità organizzata. Un detenuto che lavora è più responsabile e si prepara meglio alla vita che avrà quando tornerà un uomo libero. Proprio per questo bisogna ampliare le possibilità di lavoro fuori dai penitenziari, che è cosa ben diversa dallo stato di semi libertà. Bisogna favorire progetti di reinserimento, corsi di formazione già dall’interno delle carceri, convenzioni con privati e associazioni di volontariato del terzo settore. In merito mi sto attivando per attivare dei concorsi regionali“. A questo punto non ci resta che augurargli buon lavoro.

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