Ultimo aggiornamento lunedì, 11 dicembre 2017 - 21:08

Gomorra e le polemiche dei Pm. A difesa della serie il professor Brancaccio

La serie tv che sta spopolando con gli ascolti divide ancora l'opinione pubblica

Gomorra
5 dicembre 2017 12:52 Di Andrea Aversa
3'

Gomorra continua a far discutere. La terza stagione ha addirittura aperto un dibattito tra magistrati, cioè tra coloro che sono in prima linea per combattere la criminalità organizzata. Si è espresso sulla serie “Gomorra” Giuseppe Borrelli, magistrato e coordinatore della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli.

La serie televisiva offre una rappresentazione folkloristica dei clan, una rappresentazione pericolosa perché distoglie l’attenzione dall’attuale configurazione delle camorra. Forse sarebbe meglio parlare di rappresentazione parziale. Volevo dire che la fiction televisiva non coglie alcun aspetto della camorra di oggi. Da un punto di vista formale siamo in presenza di un prodotto di ottimo livello. Il fatto è che la vera criminalità organizzata presenta caratteristiche molto sgradite per chi se ne occupa professionalmente. Oggi la camorra ha superato lo stato di contiguità con i ceti professionali, l’imprenditoria, una parte della politica. I clan esprimono una propria classe dirigente di professionisti, imprenditori e politici. E questo rappresenta motivo di preoccupazione. La camorra raccontata in Gomorra è un’entità paradossalmente tranquillizzante, perché consente di differenziarsi. Capisco che si tratti anche di un’operazione economicamente significativa. Gomorra è l’unico prodotto che la tv italiana vende tanto all’estero dai tempi de La Piovra. Anche le frange più violente esprimono una forte carica eversiva. Anche il fenomeno delle stese non appartiene alla camorra di Gomorra, ma è proprio di un’organizzazione malavitosa che, a differenza del passato, ha deciso di contrapporsi violentemente alle istituzioni. Il film di Matteo Garrone era un’altra cosa. Riusciva a descrivere la bestialità di alcuni comportamenti, degli istinti più bassi dei protagonisti. Ma anche il film raffigura una realtà di tanti anni fa“.

Invece, il Capo procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, ha affermato di “non ho mai visto una puntata della Serie. Credo che evidenziare i rapporti umani come se la camorra fosse un’associazione come tante altre non corrisponda a quello che realmente è, la camorra è fatta soprattutto di violenza“. È di parere diverso Luciano Brancaccio sociologo e docente universitario presso l’Università Federico II di Napoli. Il professore è autore di diversi testi sulla camorra e durante un’intervista ha dichiarato che “una cosa è il prodotto cinematografico ed un’altra è il discorso legato al fenomeno socio-economico. Secondo me ad ognuno spetta il proprio mestiere e creare un parallelismo tra la serie e la sua capacità emulativa è sbagliato. Anche perché in Gomorra molte situazione non sono affatto reali“.

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