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Camorra, arsenale in casa a Sant’Antimo: arrestati i parenti del latitante Filippo Ronga

Cronaca
29 agosto 2017 12:01 Di Ciro Cuozzo
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Mentre il loro “caro” è latitante da ben 4 anni dopo essersi sottratto a due ordinanze di custodia cautelare in carcere, fratello, sorella e nipote, tutti legati al clan camorristico dei Ranucci, attivo per il controllo degli affari illeciti a Sant’Antimo, comune a nord di Napoli, e nelle zone limitrofe, sono finiti in manette per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e detenzione illegale e ricettazione di armi da sparo e munizioni. Si tratta di Stefano Ronga, 37 anni detto “Chicchiniello”, Rosalba Ronga, 40 anni, sorella di Stefano, e il figlio Domenico Chianese, 18 anni, tutti imparentati con Filippo Ronga, 41enne di Sant’Antimo ritenuto dagli investigatori affiliato al clan Ranucci e latitante dal 2013.

Tutto è nato da un posto di blocco forzato da parte di Stefano Ronga e del nipote Domenico. I due infatti erano in sella a una potente Susuki, guidata da Ronga, lungo via Primavera, quando non si sono fermati all’alt imposto dai carabinieri della locale tenenza. Ne è nato un inseguimento che ha visto i militari bloccare i due dopo poco. Sottoposti a perquisizione, nel marsupio del 18enne è stata trovata una pistola scenica senza tappo rosso con una cartuccia calibro 9 inserita nel caricatore.

Insospettiti, i carabinieri hanno esteso la perquisizione anche all’abitazione di Chianese e della madre Rosalba Ronga trovando armi e munizioni. In un borsone sul balcone infatti erano nascosti due fucili a pompa calibro 12 (uno dei quali con matricola abrasa), una paletta segnaletica in dotazione a un comando delle forze dell’ordine del Casertano oggetto di furto nel 2016, circa 400 cartucce di vario tipo, anche per armi di calibro diverso da quelle trovate.

Sequestrato anche materiale per il confezionamento di cartucce, 560 grammi di polvere da sparo, un barattolo contenente pallini di piombo. I due fucili sono stati inviati al Racis di Roma per accertare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o intimidazione. I due uomini sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale mentre la donna è stata sottoposta ai domiciliari. Stefano Ronga dovrà rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, madre e figlio di detenzione illegale e ricettazione di armi da sparo e munizioni.

Lo scorso aprile la moglie del latitante Filippo Ronga fu il bersaglio di un’azione intimidatoria culminata con l’esplosione di una bomba carta contro la serranda del negozio “L’angolo di Luisa” in via Garibaldi.

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