Si sgonfiano ulteriormente le squalifiche, nell’ambito del processo sportivo, relative al calcioscommesse e, nello specifico, alle due gare truccate da alcuni giocatori dell’Avellino per conto del clan della Vanella Grassi, i cosiddetti ‘Girati’, attivo nei quartieri a nord di Napoli, in primis Secondigliano e Scampia.

La Corte d’Appello della Figc ha ridotto da 18 a sei mesi la squalifica comminata in primo grado dal Tribunale nazionale Federale al difensore del Genoa e della Nazionale italiana Armando Izzo, 25 anni, originario di Scampia. Difeso dall’avvocato Mattia Grassani, Izzo, all’epoca dei fatti tesserato per l’Avellino, è stato squalificato per omessa denuncia e potrà tornare a giocare a partire dal prossimo mese di ottobre. Nei suoi confronti la Procura della Figc, guidata da Giuseppe Pecoraro, era arrivata a chiedere lo scorso marzo sei anni di squalifica per illecito sportivo, accusa poi caduta in primo grado.

Queste tutte le decisioni della Corte d’Appello della Figc che ha parzialmente accolto i ricorsi dell’Avellino e dei giocatori Millesi e Izzo:

 

“In merito ai presunti illeciti relativi agli incontri Modena-Avellino (17/05/2014) e Avellino-Reggina (25/05/2014) validi per il Campionato di Serie B-stagione sportiva 2013/2014, la Corte Federale D’Appello a Sezioni Unite ha parzialmente accolto il ricorso dell’Avellino, riducendo da 3 a 2 punti la penalizzazione in classifica e rideterminando la sanzione dell’ammenda da 50 mila a 20 mila euro. Parzialmente accolti anche i ricorsi dei calciatori Armando Izzo e Francesco Millesi, all’epoca dei fatti tesserati per l’Avellino: ridotta da 18 a 6 mesi la squalifica nei confronti di Izzo (con un’ammenda di 30 mila euro) e da 5 a 3 anni la squalifica nei confronti di Millesi (con un’ammenda di 20 mila euro)”.

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Articolo di Ciro Cuozzo
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