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giovedì, maggio 25, 2017

False fatture per compensare debiti, mazzata per l’emittente Julie Italia: sequestrati oltre due milioni

Sequestrati conti correnti della società e beni mobili e immobili nella disponibilità dei tre indagati, tra cui l'amministratore di fatto Lucio Varriale

False fatture per maturare un credito Iva e compensare i debiti tributari e previdenziali. Arriva una vera e propria mazzata per l’emittente televisiva regionale Julie Italia.

E’ quanto emerso dalle indagini condotte dalla procura di Napoli, e coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, che hanno portato la Guardia di Finanza e la Digos di Napoli a eseguire questa mattina un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro, emesso dal Gip del tribunale partenopeo, nei confronti dell’emittente televisiva regionale “Jiulie Italia” riferibile all’editore Lucio Varriale.

Sequestro preventivo che rientra nell’ambito di più ampie investigazioni condotte dalla settima sezione della procura partenopea, poi focalizzatesi su una rilevata frode fiscale realizzata dalla “Julie Italia Srl” tra il 2011 e 2016.

“In particolare – si legga nella nota diffusa dalla Procura partenopea  – in seguito ad una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza di Napoli, è emerso che la Julie Italia aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti derivanti da fittizie operazioni di compravendita immobiliare. Attraverso l’utilizzo di tali fatture la società ha maturato un credito Iva inesistente che, secondo l’ipotesi investigativa condivisa dal gip di Napoli, avrebbe utilizzato per compensare i propri debiti tributari e previdenziali”.

Il sequestro riguarda conti correnti della società e beni mobili e immobili nella disponibilità degli indagati Lucio Varriale (amministratore di fatto della Julie Italia Srl), di Carolina Pisani (amministratore della stessa società fino al 15 gennaio 2013) e di Christos Ioannou (amministratore della stessa società attualmente in carica). In corso inoltre perquisizioni nelle abitazioni dei tre indagati, nelle sedi della Julie Italia Srl nelle altre società dello stesso circuito editoriale, finalizzata ad acquisire elementi di prova anche per i reati connessi per i quali si procede, tra quali la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

“La Julie Italia Srl – sottolinea la Procura – ha infatti percepito contributi statali erogati in favore delle emittenti televisive locali, previsti dalla legge 448/ 1998 per i bandi dal 2012 al 2014, attestando una posizione di regolarità contributiva ottenuta mediante le predette indebite compensazioni di crediti Iva inesistenti”.

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Articolo di redazione
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