Latitante da settembre del 2016 e ricercato per due omicidi, Giuseppe Claudio Virgilio è stato trovato ed arrestato a Lusciano (Caserta) dai carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta. Il pluripregiudicato 40enne farebbe parte del clan dei Casalesi, nello specifico della fazione di Antonio Iovine.

I militari hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda (Direzione distrettuale antimafia). Gli omicidi di quali Virgilio sarebbe responsabile sono quelli di Gennaro Di Chiara e Antonio Bamundo, commessi nel 2000, rispettivamente a Frignano (Caserta) e San Marcellino (Caserta). Secondo la ricostruzione dell’operazione fatta dagli inquirenti, Virgilio quando è stato trovato era nascosto in un armadio avente un doppio fondo.

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Arrestato affiliato al clan dei Casalesi, Giuseppe Virgilio era latitante da settembre 2016

Grazie ad alcune dichiarazioni dei collaborazioni di giustizia, le indagini iniziate nel 2000 hanno raggiunto, dunque una svolta. Insieme a Virgilio è coinvolto nella vicenda anche Nunzio Clarelli già detenuto e ritenuto anche lui esecutore della morte di Di Chiara. I due omicidi su cui è basata l’attività investigativa sarebbero stati decisi, rispettivamente da Antonio Iovine Michele Zagaria. A gestire l’esito dei due agguati, sarebbe stato Bruno Lanza.

L’omicidio di Di Chiara è stato ordinato perché quest’ultimo avrebbe rivolto delle esplicite minacce di morte a Lanza. Il conflitto tra i due sarebbe stato causato da diversi contrasti per il controllo delle attività estorsive nel comune di Frignano. Invece Bamundo, è stato assassinato perché ritenuto colpevole dal clan di aver fornito alle forze dell’ordine, indicazioni utili per trovare il boss latitante Zagaria.

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Articolo di Andrea Aversa
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