Calciopoli è passata come gli anni bui della Juventus, i bianconeri hanno un loro stadio e sono tornati protagonisti anche in Europa. Tuttavia sul club di Vinovo aleggia il pericolo di una nuova inchiesta che riguarda il rapporto tra gli ultras della squadra e la ‘Ndrangheta. L’indagine potrebbe anche coinvolgere i vertici della società, addirittura fino ad arrivare ad Andrea Agnelli.

Luciano Moggi torna a parlare: "Se incastrano Agnelli crolla tutto il mondo del calcio"

Come riportato da Ilcalcionapoli.it, parla di tutto questo l’ex dg di Napoli JuventusLuciano Moggi. Quest’ultimo ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni durante un’intervista rilasciata a Libero.

Luciano, ci risiamo? «E sì che ci risiamo, quando uno è il più forte dà fastidio a tutti».

Stai denunciando un complottone anti-Juve?
«Undici anni fa erano morti l’ avvocato Agnelli e Umberto, era morto pure Chiusano, c’ era un’ eredità da dividere. Era un momento difficile e tutti si sono buttati contro la Juve. Oggi è tutto diverso».

Cosa accadde nel 2006?
«Mi hanno voluto incastrare. Se l’ Avvocato e Umberto fossero stati in vita certe cose non sarebbero successe. È difficile da spiegare, tanto le cose le sanno o le hanno intuite tutti. Fatti delle domande: l’ avvocato della Juve anziché difenderci chiese la retrocessione in Lega Pro della società».

Chi è stato il tuo killer?
«Questo non te lo dico, chiedilo a Tavaroli, l’ ex uomo di Pirelli ai tempi responsabile della sicurezza di Telecom Italia. Intervista lui, ti dirà da chi arrivò la richiesta della prima intercettazione a Giraudo».

Erano convinti che tu e lui voleste prendere la Juventus approfittando del vuoto di potere?
«Io no di certo, lo dicevano di Giraudo, perché non lo conoscevano. Lui ha le tenaglie nelle tasche, non ci infila mai le mani dentro. Era mal tollerato da molti malgrado i successi per il suo carattere prepotente».

Perché non l’hai scaricato?
«Giraudo è il miglior manager che abbia mai incontrato. E non solo per le squadre di calcio, può lavorare in ogni azienda».

Quanto ti è costata Calciopoli?
«Milioni, e non solo di mancato guadagno. Pensa agli avvocati».

Il tutto per finire radiato a vita, la settimana scorsa ti hanno pure dato il Tapiro d’ oro dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato «Ma quella non è una sentenza, scrivono così i giornalisti che hanno altri padroni rispetto ai lettori. Il Consiglio di Stato ha dichiarato la propria incompetenza a decidere, la sentenza vera la aspetto dalla Corte Europea dei Diritti Umani, e mi riabiliterà».

Sei messo come Berlusconi?
«Io ho elementi per sperare che la mia richiesta sia accettata».

Aspetti anche tu da tre anni «Sono lenti, ci vogliono sei anni».

Perché sei così legato alla Juve dopo quello che ti hanno fatto?
«Primo perché sono cambiate le facce in società rispetto al 2006. E poi perché alla Juve ho iniziato, nel settore giovanile e non posso negare di avere qualcosa di bianconero nel sangue. D’ altronde, chiunque lavora nel calcio ha la Juve come esempio e obiettivo, perché è l’ ambiente più serio e professionale del nostro mondo».

Ma se avete tutti contro. Siete riusciti a mettere d’ accordo Napoli, Roma, Inter e Milan: dicono che gli arbitri aiutano la Juve «È il lamento dei perdenti, piangono per ottenere favori. Dopo averci attaccato, il Napoli ha avuto tre rigori in due partite».

Vedi che lamentarsi serve?
«È la squadra che ti fa i favori, non gli arbitri. Se non hai una grande squadra, è inutile piangere».

Sei contraddittorio «Per niente. Ti sto dicendo che quando uno va ad arbitrare una squadra forte, inconsciamente sente quello che deve fare e nei casi incerti è più probabile che fischi a favore della grande squadra. Non succede solo con la Juve».

Ma essendo la Juve più forte «Per fare carriera internazionale si devono arbitrare le squadre migliori e per arbitrarle si cerca di non sbagliare contro di loro, sennò si lamentano e il designatore non ti ci rimanda».

È la tua definizione della famosa sudditanza psicologica?
«Più che sudditanza la chiamerei, in senso buono, mignottaggine. Gli arbitri fanno quello che fa chiunque per fare carriera».

Bingooooo. «So dove vuoi arrivare, sei il solito interista ma il tuo è un discorso inconcepibile. La Juve quest’ anno ha avuto tre rigori a favore, la Roma 12, il Milan 9 e il Napoli 7».

E tu sei il solito juventino che sostiene che i favori arbitrali danneggiano l’ immagine della squadra senza avvantaggiarla perché vincerebbe comunque «La domenica prima della partita pregavo Dio per vincere bene e senza aiuti, perché sapevo che gli arbitri sarebbero venuti intenzionati a farsi ben volere. È umano».

Direi che Dio ti ha ascoltato poco, specie nel 1998 «Sei ancora fermo lì? Il rigore di Iuliano su Ronaldo si poteva non dare. Ma anche se Ceccarini l’ avesse fischiato, la partita sarebbe finita 1-1 e non sarebbe cambiato niente. L’ Inter è finita 5 punti indietro».

Dopo la sconfitta di Torino ha mollato. Ma non è solo quel rigore, ci furono tanti episodi dubbi. Hai tolto lo scudetto a Ronaldo, se amassi il calcio non riusciresti a prendere sonno per questo «Per me in quella stagione è andato tutto come doveva andare».

Nessuno lo mette in dubbio «Voi interisti avete una maniera ottusa di vedere le cose. Ti ricordo che quell’anno l’ Inter avrebbe dovuto essere retrocessa per via del passaporto falso di Recoba».

E i rivali di oggi: il Napoli si lamenta di essere stato derubato «De Laurentiis alza un polverone per ottenere i permessi per fare lo stadio. Ma deve imparare dalla Juve che gli scudetti si vincono in provincia, così quando arriva lo scontro diretto sei tranquillo. Il Napoli perde troppi punti per strada».

Puoi ancora girare a Napoli?
«Certo, mi vogliono tutti bene, non hanno mai più avuto una società così organizzata e vincente come con me e con Ferlaino presidente».

Gli avete preso Higuain «L’ anno scorso a Napoli Higuain ha fatto 36 gol e la squadra ci è finita 20 punti sotto. Quest’ anno Gonzalo è a Torino, segna meno ma la Juve finirà 15 punti sopra. De Laurentiis parla troppo, e l’ allenatore Sarri ancora di più. Il Napoli ha eccellenti giocatori, che avrebbero bisogno di essere ben diretti. Altrimenti finisce come contro il Real, dove il Napoli ha giocato bene ma ha perso facendosi segnare due gol da Ramos perché l’ allenatore si vanta di far marcare a zona e non a uomo».

La Roma è condannata a recitare il ruolo dell’ eterna seconda «Grande squadra, con un grande centravanti, ma più che a inseguire la vittoria mi pare concentrata sulla vicenda dello stadio e assorbita dall’eterna gestione del caso Totti».

Anche la Juve ora è turbata da pesanti vicende extracalcistiche: Andrea Agnelli è accusato dalla Commissione antimafia di intrattenere rapporti con elementi della ‘ndrangheta ai quali avrebbe affidato parte della gestione dei biglietti per lo stadio «Il nome della Juventus è quello che fa più rumore, quindi quando si parte con un’ inchiesta si prende quello. È la solita tecnica: anziché fare indagini a tappeto per estirpare il fenomeno, si confeziona su misura un capo d’ accusa sul soggetto più importante e lo si dà in pasto ai media e accreditare il proprio lavoro. L’ anno scorso per tre partite a fianco della panchina del Napoli ha stazionato un soggetto definito “pericolosissimo”, perché la Bindi all’ Antimafia non ha fatto nulla, perché nessuno ha denunciato?».

Stai eludendo la domanda «In Italia se emergi ti tagliano la testa. L’ unico problema di Andrea Agnelli è di aver fatto troppo bene. Ha fatto rinascere la Juve dopo anni bui, coniugando perfettamente i successi sportivi al guadagno economico e si è affidato a collaboratori capaci come Marotta e Paratici».

Però i rapporti con elementi della ‘ndrangheta ci sono, e su questi Andrea ha mentito «La storia della ‘ndrangheta è una cazzata. Se leggi e non sai puoi pensare di tutto, anche che il Consiglio di Stato mi abbia radiato, quel che appare spesso non è la verità. Quando ti occupi di calcio ti avvicinano migliaia di persone, magari anche solo per un selfie. Tu non puoi chiedere a tutti di esibire il loro casellario giudiziario».

Ma c’ è una differenza tra un selfie e la gestione dei biglietti «Può darsi abbia sottovalutato, di certo non sapeva».

C’ è un’ intercettazione da cui sembra avesse dei sospetti, dice “questi ammazzano”, avrebbe dovuto denunciare «Non è allegata agli atti, al momento è un’ intercettazione fantasma. La vicenda finirà con una multa. Se condannano Andrea, devono condannare tutti i presidenti delle società di calcio. Chiunque ha rapporti con le curve e regala biglietti per evitare il peggio. Agnelli certo non conosceva i trascorsi di tutti i suoi interlocutori. Ma ammettiamo anche che li conoscesse superficialmente, la Federazione dovrebbe tutelarlo, anziché lasciarlo esposto».

Spiegamela meglio. «La Federazione ti vieta di avere rapporti con i tifosi ma ti multa e ti squalifica il campo se questi fanno casino. Però se qualcuno, per evitare le sanzioni, regala biglietti ai tifosi, lo accusa di infrangere le regole. Prendete ad esempio Italia-Albania: avete visto che casino hanno combinato i tifosi? Probabilmente è gente che non aveva i biglietti».

Tu come gestivi la situazione? «Io facevo patti chiari con i tifosi. Stabilivo una modica quantità di biglietti per chi si comportava bene ma guai a chi sgarrava. I tifosi mi conoscevano e sapevano che non si sarebbero potuti permettere colpi di testa. Se la Federazione non vuole che le società abbiano rapporti con i tifosi, mandi lei i suoi funzionari a lavorare con la Digos».

Dicono che John Elkann abbia mollato il cugino e punti a prendersi lui la Juve?
«È una situazione molto diversa rispetto a 11 anni fa».

Dicono che questa storia, come Calciopoli, parta da Torino: regolamento di conti interno?
«Calciopoli ha distrutto il calcio italiano, siamo stati eliminati due volte al primo turno dai Mondiali e in Europa facciamo ridere. Se si riapre il capitolo, finisce il calcio in Italia, non credo convenga a nessuno».

Non ci giurerei. Però oltre che per l’ intervista un grazie di cuore te lo devo dire «E perché?». Se non c’ eri tu, quando mai la vedevo la Juve in serie B? Neppure con me in panchina. Solo tu potevi fare il miracolo… «Ah ma allora sei proprio uno str Ringrazia il tuo amico Guido Rossi piuttosto. L’ allora capo della Corte d’ Appello, Porceddu, ha detto che loro non avevano tolto gli scudetti alla Juve perché non c’ erano elementi sufficienti. Poi arrivò Guido Rossi con quattro amici suoi, di cui uno consigliere dell’ Inter, e vi assegnarono lo scudetto».

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