Il quartiere di Napoli è sede di un aperto conflitto tra almeno sei clan, come rivelano gli investigatori, per la conquista del territorio di spaccio. Una situazione critica in perenne evoluzione, i cittadini sono in condizioni di estrema paura a causa di questa condizione invivibile.

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Nelle recenti indagini sulla stesa consumatasi nella zona tra il 1 e il 2 ottobre, gli investigatori non hanno ancora identificato il clan Vastarella: in quell’appartamento viveva il ras Walter Mallo e prima Pietro Esposito, figlio di Antonio Genidoni, prima ancora dagli Spina. Furono 18 gli spari contro la casa, ma l’appartamento era disabitato. I carabinieri non hanno ancora ricostruito le dinamiche, a fare fuoco secondo le testimonianze sarebbero stati due uomini in moto che hanno esploso a ripetizione. L’arma utilizzata è una calibro 9 e 7/65, nessuno ha sentito gli spari a causa del baccano dei ragazzi fermi in piazza Sanità.

Resta la paura per la guerra tra le varie faide dei Vastarella-Tolomelli, la guerra dei Vastarella con i Sequino e i contrasti sorti dopo la scorsa primavera con i nuovi gruppi per i traffici di droga: la faida tra i Vastarella e i Genidoni-Esposito-Spina è una piaga tutt’ora aperta. Famiglia colpita il 31 agosto scorso in pieno giorno quando è rimasto vittima di sicari Vittorio Vastarella, 43enne fratello del boss Giuseppe che fu ucciso lo scorso 22 aprile.

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Articolo di Valentina Giungati
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