Arriva la sentenza: Raimondo Caputo condannato all'ergastolo
Si è tenuta oggi l’ultima udienza del processo per l‘omicidio di Fortuna Loffredo alla Corte d’Assise di Napoli. La bambina morì il 24 giugno del 2014 dopo essere stata lanciata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano. Per quella morte il principale imputato è Raimondo Caputo, noto con il nome di Titò per cui era stato chiesto l’ergastolo. Secondo l’accusa sarebbe stato lui a spingere Fortuna dal terrazzo.
Assieme a lui era indagata anche Marianna Fabozzi , ex compagna di Titò, accusata di concorso in violenza sessuale, poiché aveva coperto gli abusi di Caputo sulle sue figlie, per lei erano stati chiesti 10 anni. Ed è stata proprio una delle figlie di lei ad accusare il patrigno di aver ucciso Chicca. La Fabozzi, intanto, è indagata anche per la morte di suo figlio, Antonio Giglio morto nel 2013 in circostanze analoghe a quelle di Fortuna. La difesa di Raimondo Caputo, seguita dall’avvocato Paolo Bonavita, nell’arringa difensiva tenutasi due giorni fa, aveva cercato di appellarsi alla prima testimonianza della figlia più grande della Fabozzi, in cui diceva che Titò quando Fortuna è morta non era in casa, dal momento che si trovava fuori per comprare una pizza alla sorellina più piccola. Inoltre si erano appellati all’assenza di prove concrete che confermassero la colpevolezza dell’imputato, come ad esempio la questione della porta del terrazzo da cui è stata lanciata la piccola Fortuna, che secondo il legale non è mai stato confermato che fosse aperta e per farlo serviva una chiava, di cui non era in possesso Caputo.

La sentenza è arrivata, confermata la richiesta della Procura del Tribunale di Napoli Nord: ergastolo per Raimondo Caputo e 10 anni a Marianna Fabozzi. Nessuna sorpresa, ma la condanna all’ex compagna di Titò non è stata presa bene, soprattutto dai famigliari di Fortuna Loffredo.
