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Juve umiliata ma difesa dai giornali. Contro il Napoli l’ultima volta di CR7 senza gol

Cristiano Ronaldo ha rovesciato la Juve, ridimensionando le ambizioni della società bianconera, e rimediando gli applausi del pubblico dell’Allianz Stadium di Torino dopo un gesto tecnico sublime, che verrà ricordato per sempre nella storia del calcio.

Tuttavia l’autentica debacle della Juventus ha intenerito diversi quotidiani sportivi (e non) che hanno analizzato in modo decisamente poco equilibrato la pesante sconfitta rimediata da Higuain e compagni. A lasciare più di qualche perplessità è soprattutto la valutazione data dalla Gazzetta dello Sport a Paulo Dybala, espulso per doppia ammonizione e mai realmente incisivo in una partita così importante. Così come a Cardiff, l’argentino ha avuto qualche piccolo guizzo ma nel momento del bisogno il suo apporto non è stato granché.

Ha avuto due punizioni dal limite e in entrambe le occasioni ha centrato la barriera spagnola, con la seconda deviazione che per poco non ha beffato l’estremo difensore madrileno Navas. Dybala è stato poi ammonito per una simulazione considerata sacrosanta per l’arbitro Cakir e per chi ha rivisto più volte l’immagine al replay. Solo la rosea, nel commento alla valutazione (5.5, non è troppo?) data all’argentino ritiene esagerato il primo giallo.

Dybala – sempre secondo la Gazzetta – ha giocato “con personalità” contro il Real. Una personalità in realtà che ha prodotto poche occasioni concrete e qualche broncio di troppo da parte di Higuain, il suo partner in attacco che più di una volta ha aspettato al limite dell’area la chiusura di uno scambio, una triangolazione, salvo poi arrendersi all’ego di chi poco prima che compiesse 24 anni è stato paragonato al connazionale Messi. Uno che a quell’età aveva già vinto (da protagonista) tutto quello che c’era da vincere con la maglia del proprio club. Insomma il trattamento di favore “riservato” a Dybala continua ad esserci anche dopo una gara giocata senza infamia e senza lode e chiusa con una espulsione, arrivata pochi minuti dopo la rovesciata di Ronaldo, dovuta probabilmente alla frustrazione per non essere riuscito a incidere nell’ennesimo match di spessore. Sabato alle 15 a Benevento siamo sicuri che l’argentino, contro l’ultima in classifica (ma prima per gol subiti), tornerà ad essere determinante con le sue gesta che troveranno sicuramente ampio risalto sui giornali italiani.

Dybala a parte, è interessante valutare nel complesso la prestazione della formazione di Allegri, punita dal gol a freddo di CR7 e graziata nell’arco della gara dai due legni centrati da Kroos e Kovacic e dalla tripletta sciupata dallo scatenato portoghese nei minuti finali. Nel mezzo le occasioni create dalla Juve sono state pochine: due tiri in porta di Higuain, una punizione di Dybala deviata dalla barriera e uscita di poco, un diagonale di De Sciglio sul quale “l’erede di Messi” non è riuscito ad intervenire in spaccata e la conclusione (la più clamorosa) di Cuadrado in pieno recupero terminata a lato.

L’ironia del web

Insomma senza un’idea di gioco (che alla Juve manca) contro squadre che annoverano giocatori del genere è difficile per tutti. Il Napoli lo scorso anno venne eliminato dal Real negli Ottavi di finali al termine di una doppia sfida conclusasi in entrambe le circostanze con il punteggio di 3-1 per i blancos. Tuttavia la squadra di Sarri sia al Bernabeu che al San Paolo aveva una sua idea di gioco che creò non pochi problemi alla formazione di Zidane. Tra l’altro Cristiano Ronaldo restò a secco in entrambe le gare. Una rara eccezione se si considera che dai quarti in poi il portoghese non si è più fermato e a suon di doppiette e triplette (24 gol nelle ultime 14 gare, con l’Atletico si scatenò “solo” all’andata) ha trascinato il Real alla seconda Champions di fila e quest’anno rischia seriamente di calare il tris.