Le prime parole di Carla Caiazzo, la donna bruciata viva dall’ex compagno, arrivano dopo due mesi di ricovero in ospedale e sono appena ricordi e domande rivolte ai pm sull’attuale situazione dell’uomo e sullo stato di salute della figlia. La 38 enne di Pozzuoli è stata infatti vittima, lo scorso febbraio, di una vicenda terribile che le è quasi costata la vita. Bruciata dall’allora compagno Paolo Pietropaolo, la donna aveva riportato gravi ustioni e, rimasta nel reparto di rianimazione del Cardarelli, solo ad oggi mostra segni di miglioramento.
Carla Caiazzo: le condizioni della donna e le domande sull’ex compagno
L’allora fidanzato di Carla Caiazzo è accusato di omicidio premeditato, aggravata crudeltà e stalking per il terribile episodio di cui la donna è stata vittima a febbraio, prima infatti sarebbe stata picchiata brutalmente e poi bruciata con del liquido infiammabile, probabilmente benzina. L’inchiesta è intanto portata avanti dai pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso che puntano soprattutto sul fatto che l’uomo abbia agito non per un raptus di follia, ma in maniera premeditata e razionale. Il penalista di Pietrapolo, Gennaro Razzino, al contrario, per la difesa dell’uomo si avvale dell’ipotesi di raptus, di momento di irrazionale violenza, in quanto la vittima aveva appena lasciato l’uomo.
Nel frattempo la vita di Carla Caiazzo, per sempre segnata dall’accaduto, cerca di ritornare alla normalità. La donna non vede l’ora di poter stringere la figlia Pia, nata proprio durante il ricovero al Cardarelli con parto cesareo, infatti una delle sue prime domande è rivolta agli inquirenti proprio sulle condizioni di salute della bambina: “Ditemi come sta“, invece, secondo alcune informazioni trapelate dall’interrogatorio, la vittima avrebbe dichiarato sul compagno: “Sì, era un personaggio violento, ma che fine ha fatto? L’avete arrestato?“.