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Napoli è una friggitoria, dal 2018 è un’invasione: 2mila locali in più in 4 anni

Un’invasione iniziata per l’Immacolata, proseguita durante i giorni di Natale, culminata nel capodanno ed esplosa all’Epifania. Napoli è stata la regina del turismo nazionale e internazionale. La città è stata invasa, le strutture ricettive sono sempre state piene. B&B e case vacanze sono state prese d’assalto. L’indotto economico non è stato un aspetto irrilevante, anzi, ristoranti e trattorie hanno lavorato e incassato senza sosta.

Ma non è stato tutto oro ciò che ha luccicato. Il turismo ha avuto il suo risvolto della medaglia, un centro città strapieno e quasi impossibile da percorrere anche a piedi. Strade ricoperte da cartacce e rifiuti. Traffico che ha paralizzato le strade, appartamenti da affittare impossibili da trovare e centro storico che si sta svuotando: i residenti stanno lasciando la città e i proprietari di casa stanno utilizzando le abitazioni per attività turistiche.

E in merito ai locali, è indubbio che ormai le strade principali della città (come via Chiaia e via Toledo) siano diventate delle friggitorie e pizzetterie a cielo aperto. Dal 2018 sono stati 2mila gli esercizi commerciali aperti. E come se il settore dello street food stia ‘divorando’ letteralmente la città. Rispetto a tutto ciò non sono mancate le polemiche: a Napoli fa bene un turismo del genere o il fenomeno, il flusso di visitatori, andrebbe gestito e regolamentato? Il rischio che l’identità della città sia snaturata è reale?