Ultimo aggiornamento sabato, 04 Luglio 2020 - 13:43

Napoli, arriva la prima “Rage Room” del Sud dove puoi spaccare tutto

Puoi partecipare singolarmente o in coppia e scegliere tra due pacchetti differenti quanti e quali oggetti spaccare.

News
14 Gennaio 2020 17:16 Di Marta Ricciardi
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Nasce a Napoli, e nello specifico a Fuorigrotta, la prima “Rage Room” della Campania. Questa “stanza della rabbia“, degna di una commedia di Osborne, dovrebbe servire ai napoletani come punto di sfogo per le loro frustrazioni, stress e arrabbiature varie. I partecipanti, muniti di protezioni ed armati di una classica mazza da baseball, vengono condotti in una stanza, messa a disposizione per loro, affinché “spacchino tutto”.

La “Rage Room” resterà a vostra disposizione per quindici minuti e può essere affrontata anche in coppia. Per 35 euro potrete spaccare quindici bottiglie o oggetti in vetro di medie dimensioni. Qualora la rabbia da smaltire fosse troppa, allora potrete optare per il pacchetto “superior” che permette, con 50 euro, di spaccare dieci bottiglie in più ed infierire su un piccolo mobile o elettrodomestico, a discrezione dell’utente.

Infine, se la vostra rabbia fosse indirizzata verso una persona in particolare, potrete addirittura chiedere di piazzare sue foto sugli oggetti presenti nella “Rage Room“.

Questa bizzarra “terapia”, che sta già spopolando in varie città italiane, senza troppa sorpresa, arriva dal Giappone. Nelle grandi aziende nipponiche si da l’opportunità, a manager e a dipendenti, di scaricare le tensioni in luoghi insonorizzati dove possono distruggere tutto quel che trovano a tiro.

Ma davvero abbiamo bisogno di questo? Diversi studi, come quelli del  Professore americano Brad Bushman, hanno in realtà dimostrato come non sempre sfogare in modo fisico ed aggressivo sia di vero aiuto nella gestione della rabbia e per la regolazione della nostra emotività. In sostanza, facciamo attenzione a sostenere l’utilità dello sfogo fisico della rabbia solo perché immediatamente dopo ci sentiamo meglio.

Secondo gli studi condotti da svariate università americane e britanniche infatti, la condizione di “sfogo fisico della rabbia” prevede di impegnarsi a ripensare all’evento o alla persona che ha scaturito quella specifica emozione negativa, mantenendola viva nella nostra psiche e perpetuando il nostro malessere.

La cosa migliore da fare per stare meglio, sarebbe quella che Wells chiama “lasciare in pace i pensieri”: lasciare cioè che il pensiero, in questo caso intriso di rabbia, semplicemente se ne vada come è arrivato, senza alimentarlo con ulteriori risorse cognitive che lo mantengano attivato e vivido.

Napoli, arriva la prima "Rage Room" del Sud dove puoi spaccare tutto
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