Ultimo aggiornamento giovedì, 17 Ottobre 2019 - 12:38

Pizzaiola denuncia: “La bomba di Sorbillo era per me”, insulti social contro il pizzaiolo

Cronaca
28 Luglio 2019 17:44 Di redazione
5'

La bomba che il 16 gennaio fece esplodere l’ingresso della pizzeria Sorbillo pare non fosse indirizzata a lui. WQuella bomba era per noi” dice la moglie del pizzaiolo agli inquirenti quando va a denunciare chi da mesi minaccia i suoi familiari.

La sua testimonianza, riportata da il Corriere del Mezzogiorno, ha portato al fermo di tre  persone, Pietro Perez, arrestato a Procida,  cugino Antonio Iodice e del 18enne Marco De Martino. Sono accusati di aver imposto una tangente di mille euro al titolare di una pizzeria di via Tribunali, e di aver agito con metodi da camorristi per favorire il clan Mazzarella.

“Esprimiamo massima solidarietà alla pizzaiola che ha denunciato gli estorsori e ha rivelato di essere la reale destinataria della bomba che esplose all’esterno della pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali. Purtroppo, come tanti altri imprenditori, si è trovata a fare i conti con l’emergenza criminalità che sta investendo il Centro Storico. Il suo caso è rappresentativo di una metastasi che sta condizionando pesantemente l’economia con richieste sempre più assurde, esose e pressanti”.

E’ quanto affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore della trasmissione “La Radiazza” in onda su Radio Marte Gianni Simioli.

“Da tempo denunciamo che il Centro Storico è al centro di una nuova ondata criminale. Oltre al racket e alle estorsioni i commercianti devono fare i conti con le rapine e con gli scippi ai danni dei clienti. Il clima di insicurezza nella zona è sempre più tangibile. Occorre una risposta dello Stato che ristabilisca la legalità”, concludono Borrelli e Simioli.

In molti stanno scrivendo sui social contro Gino Sorbillo, tra questi la blogger Selvaggia Lucarelli.

Gino Sorbillo sapeva (o almeno presumeva) già dal giorno dopo che la bomba carta non era indirizzata a lui, ma ha continuato ad andare in tv e a rilasciare interviste fingendo di essere stato vittima delle intimidazioni della camorra. (lo scriveranno, oggi, i giornali che l’avevano tanto sostenuto?)
Andó a stringere (lui) la mano a Salvini vestito da pizzaiolo con fotografi al seguito, andarono da lui De Magistris e altri politici, lo chiamarono Cracco e Oldani. Roberto Saviano disse che Sorbillo era “un uomo straordinario”. E così via.

Io in quei giorni ne scrissi sul Fatto quotidiano. Ero perplessa e la vicenda mi puzzava. Perché Sorbillo continuava a dire che già anni prima gli avevano incendiato il locale e sapevo che era stato un incendio dovuto a un semplice corto circuito.
Perché diceva che le per la bomba aveva dovuto chiudere il locale (famosa la sua foto col cartello “chiuso per bomba”) ma il locale era chiuso da giorni per ristrutturazioni. Perché continuava a parlare di ordigno e bomba ma era una bomba carta. Perché parlava di danni ingenti con titoli quali “distrutto il locale di Sorbillo” ma i danni erano lievissimi e solo alla saracinesca. Perché cambiava versione sui possibili colpevoli ogni 5 minuti.

Alla fine era tutta una dichiarazione su come sia importante reagire alla camorra e inni alla legalità.
Ho scritto che questa storia non mi convinceva e che qualunque fosse la verità, lui stava strumentalizzando il tema camorra per farsi un grandioso spot pubblicitario. (con la complicità dei media che due domande non se le sono mai fatte)

Sorbillo se la prese, disse che io fomentavo odio. (e Repubblica, a questa frase aggressiva e diffamatoria, dedicó un bel titolone, oltre che non so quanti articoli e video a Sorbillo e alle sue pizzerie)
Giornalisti amici di Sorbillo e siti di settore come Dissapore furono in prima linea nel difendere il loro pizzaiolo del cuore (a cui Dissapore aveva pubblicato un libro da titolo modesto “Pizzaman”) dandomi lezioni di giornalismo e così via.

Oggi in prima pagina sul Corriere del Mezzogiorno si racconta di come Sorbillo già dal primo giorno sapesse (o presumesse) che la bomba non era per lui, ma per la pizzeria vicina. Di come i suoi stessi collaboratori nonché la polizia avessero capito che stava cavalcando la vicenda per farsi pubblicità. Con tanto di intercettazioni imbarazzanti. (nelle foto allegate)
Eppure ha continuato a recitare la parte di quello vessato e minacciato. A sorridere alle telecamere, accompagnato dal fido Borrelli. (“Chiediamo a Gino di riprire al più presto la pizzeria per dare un segnale fortissimo di reazione!” diceva quest’ultimo alle telecamere parlando una pizzeria già chiusa per lavori)
Insomma, tutto molto imbarazzante.
Mettiamola così.
Da oggi, almeno, sostenere che Sorbillo sia il re delle bufale sarà un fatto incontestabile.

Quello che è contestabile peró è la passerella di politici che ignorano quelli a cui la camorra fa saltare davvero i locali, ma si precipitano da Pizzaman col vestito buono e il sorriso smagliante, a favore di flash.
E già che ci siamo, sarebbe ora che Sorbillo commentasse questo interessante articolo de Il Giornale. Io gli ho chiesto di commentarlo, ma a me non ha risposto, ed è strano perché io al posto suo ci terrei a chiarire la mia posizione e la questione trasparenza riguardo le società che gravitano attorno alla mia attività. (magari la stessa domanda potrebbe fargliela Saviano)
Sarà stato impegnato a far lievitare la pizza. E gli affari.

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