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Fabrizio Piepoli: “Il cedro e la rosa”

Musica d’oltremare, vento e giardini. La vita come strumento della Poesia

Cultura
24 Maggio 2019 13:39 Di redazione
4'

Fabrizio Piepoli è un raffinato musicista che ha fatto del cosmopolitismo mediterraneo la sua cifra artistica. Colto, virtuoso, ma soprattutto ispirato da un cuore fanciullesco e da una complessa sensibilità artistica, ha esplorato fin da giovanissimo le infinite “fontane” della musica che aleggia nei venti e nei cieli che passano dal Mezzogiorno d’Italia al Maghreb nordafricano, per transumare con sabbia e profumo di rose sulle terre dell’antica Mezzaluna fertile, nella luce che fece la grandezza di Babilonia, e poi verso le pietre, gli altopiani e i colori della Siria e dell’Iran, che è pur sempre il cuore dell’antica Persia.

Note, parole, suggestioni, magie e misteri che sono arrivati fino a noi alimentando il cuore dei poeti, i sospiri delle donne, i sogni dei carovanieri, le ambizioni dei viaggiatori. Piepoli riprende e raffina molti di quei temi, spesso anche usando strumenti antichi e complessi come il Santùr persiano: (pianoforte o arpa portatile, a seconda dei punti di vista) che racchiude in sé i segreti e le tecniche musicali che solo attraverso mille incontri, incroci e accampamenti sotto Lune immense e comete epocali, possono essere stati scambiati da chi forse si è incontrato sulla via della seta o nel porto di Trebisonda o sui monti della Cappadocia, o anche al fresco notturno di un uliveto di Puglia, amata terra d’origine del nostro poeta in musica.

Ecco, Piepoli raggiunge forse un vertice finora ineguagliato nella capacità di dare parola alle note e musicalità alla parola, al punto che nei suoi brani (alcuni originali, altri ripresi e ricomposti) quale che sia la lingua, il dialetto, l’espressione, non c’è bisogno di traduzione o di interprete, perché la fusione di armonia e di senso è tale, in questi lavori, che la comprensione del tutto non viene dalla conoscenza, ma dall’emozione. Una esperienza che – per chi ha la fortuna di ascoltare un concerto di Fabrizio Piepoli – resta non soltanto a livello di percezione personale, ma si allarga fino diventare strumento per una diversa, ma possibile, comprensione dell’esistenza.

Breve nota biografica

Cantante, polistrumentista, compositore, didatta della voce, attivo da più di vent’anni sulla scena musicale italiana.
Formatosi intorno alla metà degli anni ’80 all’interno della scena rock new-wave ha parallelamente coltivato un interesse profondo per la musica antica e le tradizioni musicali di area mediterranea.
Nella sua voce la ricercatezza sonora del pop d’avanguardia, i melismi delle tradizioni mediterranee e le eteree incursioni nel registro di contro-tenore si fondono con naturalezza. L’estensione, le nuances timbriche, il frequente ricorso alla tecnica del looping vocale sono completamente al servizio di un’espressività pulsante ed estatica.
Attualmente è impegnato nel progetto solista “Il Cedro e la Rosa”, che mescola canti sacri e profani tradizionali del Mediterraneo con composizioni originali, utilizzando uno strumentario che comprende santùr persiano, shruti box, tamburi a cornice, chitarre, loop machines.
Suona stabilmente con:

– La Cantiga de la Serena (musica antica e popolare del bacino Mediterraneo),
con cui ha all’attivo i dischi ‘La Cantiga de la Serena’ (Workin’ label, 2016), ‘La Fortuna (Dodicilune, 2019).

– E’ stato dal 1998 al 2016 voce del gruppo di world music Radicanto e annovera collaborazioni con: Raiz, Almamegretta, Teresa De Sio, Lucilla Galeazzi, Ensemble Calixtinus, Michel Godard, Ensemble Micrologus, Mohssen Kasirossafar, Jamal Ouassini e orchestra arabo-andalusa di Tangeri, Eugenio Colombo, Bobby McFerrin, David Murray.

– Affianca all’attività concertistica una intensa attività didattica. In qualità di docente di canto insegna presso La World Music Academy (S. Vito dei Normanni –BR). Tiene regolarmente workshop e masterclass dedicate alla prassi esecutiva delle musiche di tradizione del Mediterraneo.

Fabrizio Piepoli: "Il cedro e la rosa"

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