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Raffaele Cutolo, messaggio dal carcere: “Sto bene, non chiedo compassione. Voglio solo vedere mia figlia”

Napoli Città
14 Maggio 2019 19:58 Di Ciro Cuozzo
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Non è in gravi condizioni di salute, non chiede compassione né pietà. Chiede solo di essere detenuto in maniera dignitosa“. A parlare è Gaetano Aufiero, avvocato storico, insieme a Paolo Trofino, di Raffaele Cutolo, 78 anni, ex boss della Nuova Camorra Organizzata in carcere da 56 anni.

Sabato 4 maggio Aufiero ha fatto visita a ‘o Professore nel carcere di massima sicurezza di Parma dove è detenuto in regime di 41bis in un’area riservata, predisposta per i detenuti “eccellenti“. “Erano sei o sette anni che non lo vedevo perché non ci sono più processi in corso” spiega Aufiero che nei giorni scorsi ha raccontato a Repubblica il resoconto della sua visita a Cutolo, pubblicata oggi in un articolo firmato da Paolo Berizzi.

A VocediNapoli.it l’avvocato Aufiero ha concesso una breve intervista per smentire le voci sulle “gravi condizioni di salute” del suo assistito.

Avvocato, ci siamo sentiti nelle scorse settimane per chiarire alcune dichiarazioni erroneamente attribuite al suo collega Paolo Trofino e relative al “pessimo” stato di salute di Cutolo. Dichiarazioni smentite dallo stesso Trofino.
Conosco Paolo e so che non avrebbe mai detto una cosa del genere“.

Lei è andato a trovarlo di recente, come sta Raffaele Cutolo?
Non è in condizioni di salute gravi come riportato nelle settimane e nei mesi scorsi dai giornali. Non ho trovato una persona malata, in fin di vita. Certo non sono un medico e non ho visto la sua cartella clinica ma posso dire che non è vero quello che è emerso“.

Quindi l’ex boss sta bene?
Ha quasi 80 anni e si porta dietro tutti gli acciacchi che ogni persona può avere a quell’età. Soffre di artrite, di un problema al cristallino di un occhio. Ma sono problematiche che possono avere tutti. Il problema vero è che cammina poco, non fa attività fisica perché è recluso in una cella di 5-6 metri quadri. La sua mobilità è relativa da decenni“.

Cosa fa durante la sua giornata?
Non si relaziona con nessuno. Scrive, guarda le foto che ha con sé e aspetta la visita mensile di sua moglie Immacolata e di sua figlia Denise.In passato riceva quotidiani (“Il Mattino”, “Il Giornale di Napoli”, “Metropolis”) e settimanali, oggi questo non è più possibile. Legge i libri disponibili nella biblioteca del carcere ma, ironia della sorte, non può ricevere la sua ultima raccolta di poesie. Una cosa assurda ma proverò a trovare un rimedio.

Come?
Farò dono del libro alla biblioteca del carcere, così lo potrà richiedere e potrà leggere le poesie che lui ha scritto. Mi creda il carcere duro è un regime che non conosce vergogna“.

Su Repubblica ha annunciato che impugnerà il rinnovo del 41bis.
Si, lo farò per la prima volta. Cutolo non ha mai voluto perché non vuole avere più nulla a che fare con lo Stato. Dopo tanti anni ritengo doveroso il reclamo al Tribunale di Sorveglianza, non è possibile scontare più ergastoli in queste condizioni e con una normativa del genere“.

Ci faccia un esempio.
Non è normale che tra qualche mese, quando sua figlia (avuta con l’inseminazione artificiale, ndr) compirà 12 anni, non potrà più avere alcun contatti fisici ma solo attraverso un vetro. Lo ripeto, lui non chiede pietas, non vuole fare pena a nessuno. Vuole scontare il resto della sua vita in carcere in maniera dignitosa, non rinunciando a vedere e abbracciare la figlia una volta al mese“.

 Da tempo si parla di rivedere le condizioni del carcere duro, si farà mai qualcosa di concreto?
Questo non lo so, proverò a fare la mia parte, così come denunciato da tempo da tanti altri colleghi. La prossima settimana , venerdì 24 maggio, c’è un convegno nel carcere di Avellino dove sarà presente anche il segretario nazionale del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ndr) e affronteremo nuovamente la questione. Voglio però precisare una cosa“.

Prego.
E’ la legge che va cambiata, chi la esegue non può fare nulla di diverso. Questo per dire che sia il direttore che il personale del carcere di massima sicurezza di Parma sono persone sempre disponibili e professionali. Purtroppo sono costretti a lavorare in un lager“.

Cutolo ha rinunciato anche all’ora d’aria?
E’ un corridoio lungo e stretto, con pareti altissime. Chiamarla ora d’aria è generoso. Sono mesi che vi rinuncia“.

Riepilogando, ‘o Professore non è in gravi condizioni?
Sembra quasi che si voglia strumentalizzare una malattia che non c’è per invocare pietà da parte dei giudici e dello Stato in generale. Lui non chiede nulla di tutto chiesto. Non ha mai chiesto la grazia semplicemente perché non può riceverla. E’ al 41bis e non sono previsti benefici. Chiede solo rispetto per la sua famiglia: gli dà fastidio che la figlia di 12 anni possa leggere che il papà sta morendo“.

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