Ultimo aggiornamento lunedì, 20 maggio 2019 - 15:31

Salerno, dopo 3 tumori diventa madre: protagonista una donna 43enne

Il delicato intervento terminato per fortuna a buon fine, è stato eseguito dai medici dell'ospedale Ruggi

Cronaca
7 Marzo 2019 11:00 Di redazione
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Una bellissima storia, protagonista la vita che ha sconfitto più volte la morte addirittura regalando al mondo una nuova nascita. È accaduto a Salerno all’ospedale Ruggi. Una donna di 43 anni credeva che la maternità potesse esserle negata dalla sfortuna e dalla malattia, invece, mai mettere limiti alla provvidenza.

Infatti, la 43enne, aveva subito in passato 3 interventi chirurgici per asportare altrettanti 3 calcinoma. Come riportato da Amalfi Notizie, a causa delle operazioni legate ai 3 tumori benigni, alla donna era stato necessario ricostruire l’utero.

Quando la donna ha scoperto di essere incinta, si sarebbe trovata di fronte il rifiuto di qualche ginecologo che non avrebbe voluto assumersi la responsabilità di un intervento così difficile e complesso. Del resto, la 43enne presentava la placenta accreta e affetta dalla trombofilia dovuta ad un’alterazione della coagulazione del sangue e dalla sindrome di Gitelman.

Queste malattie, che comportano una grave perdita di magnesio e di potassio, possono mettere a rischio la vita della partoriente e la sua gravidanza. Tuttavia, il “miracolo” si è avverato lo scorso 5 febbraio quando la donna, seguita dal professore Raffaele Petta Direttore dell’Unità operativa “Gravidanza a rischio” dell’ospedale Ruggi di Salerno, è riuscita a partorire una bambina di un chilo e 980 grammi.

Hanno fatto parte del team medico, il dottor Mario Polichetti, il dottore Joseph Allegro, l’ostetrica Patrizia Santoro e gli anestesisti Teresa Di Gennaro e Flora Minichino. “La paziente è stata costantemente monitorata attraverso tutti i controlli del caso: le maggiori difficoltà erano legate alla condizione dell’utero, che rischiava di rompersi in qualsiasi momento e alla presenza della placenta accreta, cioè la placenta che si infiltra nella parete dell’utero e non si stacca dopo la nascita del bambino. Si tratta di una patologia che, sulla scala del rischio, appare molto grave facendo registrare un tasso di mortalità che si aggira tra il 7 e il 10%“, ha dichiarato Petta.

Salerno, dopo 3 tumori diventa madre: protagonista una donna 43enne

foto di repertorio

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