Ultimo aggiornamento mercoledì, 19 Giugno 2019 - 11:50

Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo: “Da nemici ad amici, vi spieghiamo cosa è successo”

Spettacolo
12 Gennaio 2019 11:20 Di redazione
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Tantissimi i fan che aspettavo di vedere insieme sul palco Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo, un duo inedito tutto napoletano fatto di nuove amicizie e antiche rivalità. Da tempo era nell’aria una collaborazione tra i due artisti, che in molti si aspettavano si concretizzasse a Sanremo, invece il sodalizio si comporrà sul palco dell’Arena Flegrea il 21, 22 e 23 giugno. I Figli di un re minore danno appuntamento a un concerto sinergico che festeggerà la musica, il compleanno di Nino e l’onomastico di Gigi.

Intervistati da Federico Vacalebre per il Mattino, i due hanno anche chiarito un aspetto che da sempre aveva contraddistinto la loro storia musicale e personale ovvero la rivalità tra Nino e Gigi, un antipatia di cui si è tanto parlato e poco compreso. A chiarire come sono andate veramente le cose ci hanno pensato proprio i due napoletani.

Così riporta parte dell’intervista:

Nino: “Io ho 61 anni, Gigi 51. Veniamo dalla stessa trafila: matrimoni, feste di piazza, successo locale, successo nazionale. Sono stato io a invogliare D’Alessio a cantare, quando era ancora un ragazzino e suonava solo il pianoforte: Ma o ssaje che tiene na bella voce“.
Gigi: “È vero, mi è capitato di accompagnarlo ai suoi primi tempi, quando non era ancora famoso e cantava ‘O scippo e cose del genere. Mi spinse a provarci anche come cantante”.

Nino: “Io sono stato il primo dei neomelodici, poi mi sono spostato verso un altro genere, per suoni e contenuti, ed è arrivato lui. Non c’è stata mai una rottura, forse ci siamo ignorati, forse il pubblico napoletano ha bisogno di rivalità, di tifo da curva”.
Gigi: “Tipo Beatles e Rolling Stones, Coppi e Bartali”.
Nino: “Dai diciamo tipo Bruni o Murolo, Mario Merola o Pino Mauro. Il bello è che, ritrovandoci dopo vent’anni, abbiamo scoperto che insieme ci divertiamo come dei bambini”.

Gigi: “L’8 giugno dell’anno scorso D’Angelo mi ha chiamato all’indomani del concertone per Pino Daniele al San Paolo. Hai visto? Non ci siamo né io, né tu, mi ha detto. Ma l’unica assenza che davvero contava era quella del Nero a Metà, abbiamo convenuto, dandoci appuntamento per un caffè”.
Nino: “E il caffè è diventato pranzo, e il pranzo cena, e lo spaghetto a vongole una pizza fritta… Ci siamo frequentati come non avevamo mai fatto, tra risate e amarcord”.

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