Ultimo aggiornamento domenica, 20 gennaio 2019 - 14:56

Razzismo negli stadi, Salvini: “Non sospendere le partite”. La risposta del Napoli, “Chiederemo lo stop”

Botta e risposta tra il ministro degli interni e vice premier con la SSC Napoli

Calcio Napoli
8 Gennaio 2019 15:19 Di redazione
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Continuano le polemiche scoppiate dopo i cori razzisti e successivi incidenti fuori lo stadio in occasione di Inter – Napoli, match valido per lo scorso Boxing Day di Santo Stefano.

A dare inizio ad un nuovo battibecco è stato il leader della Lega Nord Matteo Salvini: “Sono soddisfatto per questa riunione operativa. Poche parole, tanti progetti. Ringrazio tutti gli esponenti del mondo del calcio presenti. Ci tengo a partire dai numeri, è chiaro che nel 2018 non si può morire di calcio, anche se l’uso dei coltelli c’entrano poco con il calcio. Fortunatamente, i numeri dei morti, dei feriti e degli arrestati sono in calo e dicono che il calcio è uno sport sempre più sano. Anche i Daspo sono in diminuzione, adesso sono 6500. Ogni settimana si muovono 12 milioni di persone e 6mila sono i teppisti. Non bisogna quindi confondere i tifosi con questi delinquenti. L’obiettivo del tavolo di oggi è di eliminare la violenza, dentro e fuori gli stadi, e useremo ogni mezzo per riuscirci. Il calcio è emozione, gioia, passione ed educazione. È un’opportunità per migliaia di ragazzini di provincia. Spero non si ripetano episodi simili. Non confondiamo il razzismo che va condannato con il bello del calcio che è anche rivalità di quartiere. Chiudere gli stadi o sospendere le partite è una sconfitta del calcio. Per me è un vantaggio conoscere il tema della curva, da quando avevo 15 anni che ci vado. Ho incontrato anche alcuni delinquenti ma chi va allo stadio per spacciare o fare scommesse clandestine non è mio interlocutore. Sono convinto che la risoluzione del problema passi attraverso la responsabilizzazione dei tifosi, di quelli che hanno intenzione di collaborare. Al rientro dalla sosta ci sarà Genoa-Milan, in programma di sera. Storicamente i rapporti tra le due tifoserie non sono idilliaci. Preferirei quindi che si giocasse di giorno: il calcio è business, ma è anche gioia. Il diritto alla felicità viene prima dell’incasso. Sono contrario al divieto di trasferta, alla chiusura degli stadi e dei settori: sarebbe la sconfitta dello stato. Il costo delle forze dell’ordine? Il numero degli agenti impiegati è notevole e ci piacerebbe che il costo fosse condiviso dal mondo del calcio. Vogliamo tornare a riorganizzare la trasferte collettive. Sono più facilmente controllabili mille tifosi su un treno che cento macchine che entrano in città. Bisogna responsabilizzare i tifosi e fare capire loro che chi sbaglia paga. Chi sbaglia da tesserato deve pagare il doppio, gli allenatori e i giocatori hanno più responsabilità. L’errore è mettere tutti sullo stesso piano. È molto scivoloso il tema della sospensione delle partite in caso di cori, rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. D’accordo a non sospendere Inter-Napoli, ci sarebbero stati tanti problemi fuori. Lavoriamo per gli stadi di proprietà con camere di sicurezza, che permettono di individuare subito i colpevoli. Come in altri paesi gli steward devono avere più potere. Guarderò una fiction. Non voglio boicottarla, mi limiterò a non vedere Juventus-Milan. Giocare la Supercoppa italiana in Arabia è un ossimoro, non ce la faccio a vedere una gara tra veli e burqa. Al massimo ero abituato al finale di coppa Inter“.

Puntuale la risposta – ufficiosa – della SSC Napoli: Il club azzurro ha confermato la linea della fermezza e l’intenzione di prendere iniziative, anche clamorose in campo, se si ripetessero cori razzisti durante le partite. Le dichiarazioni di Salvini avrebbero lasciato la società partenopea molto perplessa.

Razzismo negli stadi, Salvini: "Non sospendere le partite". La risposta del Napoli, "Chiederemo lo stop"

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