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Dalle stelle alle stalle, la sciagurata gara di Higuain: “Volevo far gol alla Juve”

E’ stato il protagonista in negativo della partita. Gonzalo Higuain poteva fermare la sua ex squadra, la Juventus, quella che gli ha preferito Cristiano Ronaldo lasciandolo partire dopo due anni vissuti da protagonista.

Poteva essere la sua gara. L’argentino la sentiva, era carico, non al cento per cento dal punto di vista fisico ma pronto a scendere in campo con il dente avvelenato. Poteva essere la sua gara soprattutto quando al 40′ del primo tempo riesce a liberarsi in area di rigore di Benatia che con il braccio sinistro tocca volontariamente (ripetiamolo, volontariamente) la palla con la mano. Il Pipita scalpita, urla, indica all’arbitro Mazzoleni (suo vero nemico della sfida) che è calcio di rigore, che il difensore marocchino l’ha toccata col braccio.

Niente. Mazzoleni addirittura fischia fallo in attacco e punizione per la Juve, tra le vibranti proteste del Pipita. Quando tutto sembra perduto, ecco arrivare il Var che richiama all’ordine lo sciagurato arbitro di Bergamo che, dopo aver visto le immagini a bordo campo, non può far altro che decretare il calcio di rigore decidendo, strano a dirsi, di non ammonire per la seconda volta Benatia. Il tocco di mano c’è ma per Mazzoleni non pregiudica l’azione di Higuain.

Poteva essere la sua gara, a maggior ragione dopo il rigore procurato. Il Pipita però vuole batterelo, vuole far gol a quella squadra che dopo due anni l’ha liquidato come un normale impiegato e non come un attaccante che ha risolto, almeno in campionato, tante partite decisive. Allora va dal rigorista Kessiè per ottenere il via libera: “Questo rigore lo calcio io”. Amen.

Higuain si presenta dal dischetto, posiziona la palla, prende una breve rincorsa e, nel giro di poco, rovina tutto. Il suo destro piazzato alla destra di Szczesny viene intercettato da quest’ultimo che devia il pallone sul palo.

Apriti cielo. Rigore decisivo sbagliato ancora una volta dal Pipita. Da questo momento cambia la gara dell’argentino. Da giocatore con dei numeri assurdi nel suo repertorio a giocatore debole psicologicamente e pronto a perdere la testa.

Secondo tempo di grande impegno, di buone aperture di gioco ma senza conclusioni verso la porta rivale. Il Milan non punge e la Juve raddoppia con Ronaldo. Partita chiusa e testa altrove per Gonzalo che dopo un fallo dubbio, e sicuramente non cattivo su Benatia, viene ammonito da Mazzoleni. Decisione aspramente contestata da Higuain che probabilmente riferisce qualcosa di ingiurioso al mediocre arbitro italiano che, ferito nell’orgoglio, gli mostra il secondo giallo nel giro di pochi secondi (ah se l’avesse fatto anche con Benatia!) e lo manda anzitempo sotto la doccia.

Al rosso il Pipita si trasforma e come un toro perde le staffe. Nonostante gli interventi dei suoi compagni di squadra, vecchi e nuovi, continua a dare addosso all’arbitro. Romagnoli, Chiellini, Ronaldo, Szczesny e lo stesso Gattuso provano a calmarlo, consigliandogli di farla finita per evitare una squalifica di più giornate.

Lui, arrabbiato e nervoso più che mai, esce dal campo e ritorna, frustrato, negli spogliatoi. Chissà cosa avrà pensato. Con le maglie di Napoli e Milan è stata dura relazionarsi con gli arbitri, soprattutto quando in gare come quella di San Siro decisioni come il secondo giallo non dato a Benatia (inutile ricordare il maestro di arti marziali Miralem Pjanic) possono incidere tantissimo.

Chissà cosa avrà pensato il Pipita dopo la sfuriata in pieno stile Udine (lì indossava la maglia del Napoli). Chissà come reagirà ai tanti sfottò che in queste ore stanno “viaggiando” sui social. Dall’arbitro abbracciato con la maglia della Juve a quello quasi aggredito con le maglie di Milan e Napoli. I napoletani si stanno divertendo, deridendolo dopo aver sperato, sotto sotto, che una sua rete potesse fermare la corsa della capolista.

Nel post gara a Sky Sport Higuain ha spiegato il suo gesto: “Ho reagito così perché per me era fallo di Benatia. Quando ho visto l’arbitro fischiare il contrario e ammonirmi non c’ho visto più. Chiedo scusa per la reazione ma l’arbitro dovrebbe capire determinate situazioni. Mi assumo le mie responsabilità, è stato un momento particolare: stavamo perdendo, non siamo robot, abbiamo emozioni e possiamo sbagliare”. Il Pipita torna poi sul rigore sbagliato: “Volevo calciarlo, volevo far gol. Kessiè mi ha dato l’ok e sono andato sul dischetto. Szczesny sapeva dove calciavo ed io ero convinto di non sbagliare. Ha fatto una bella parata, è partito in anticipo ed è riuscito ad arrivarci”.