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Napoletano ucciso in Messico: faceva il venditore, lascia moglie e figlia

Cronaca
5 Novembre 2018 12:21 Di redazione
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E’ stato ucciso lo scorso sabato in Messico un venditore ambulante napoletano, assassinato a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in auto. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita dalla Polizia Municipale ai bordi di una strada nel territorio del municipio di Tepechitlán, nello stato centrale di Zacates, il cadavere presentava una ferita d’arma da fuoco all’addome sul lato destro.

La vittima si chiamava Alessandro De Fabbio, detto Poppe, aveva 32 anni ed era originario della zona tra piazza Mercato e Case Nuove. A quanto pare il ragazzo faceva il venditore ambulante in Messico e si occupava di motoseghe elettriche e gruppi elettrogeni. Sul posto, secondo quanto riferiscono i media locali, c’era una borsa con documenti al nome di Alessandro.

Sia il corpo che il veicolo sono stati trasferiti alle strutture dell’Istituto Zacatecan di Scienze Forensi per gli studi corrispondenti alla ricerca di dati e informazioni che contribuiscono al chiarimento dei fatti.

La morte di Alessandro non è collegata alla sparizione dei tre napoletani in Messico, ma bisogna ricordare che dallo scorso 31 gennaio non si ha notizia di Raffaele, Antonio e Vincenzo e che questa vicenda fa intristire i familiari dei tre partenopei. In particolar modo Francesco Russo, parente dei tre scomparsi che da mesi si batte per ottenere verità e giustizia ha scritto: “Caro Alessandro è inaccettabile andare in Messico per cercare di guadagnare qualche soldo per portare avanti la propria famiglia e non fare più ritorno. Io che capisco il dolore spero con tutto il mio cuore che tu da lassù possa dare tanta forza alla tua famiglia! Ormai il Messico è un posto maledetto è un viaggio senza ritorno“.

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