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Cassetta Farnese, a Milano pazzi per le opere del Museo di Capodimonte

Cultura
24 settembre 2018 22:06 Di redazione
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A conclusione della Fashion Week, Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo, dedicano la mostra-dossier “True Perfection. La Cassetta Farnese di Capodimonte” a un capolavoro dell’arte di tutti i tempi: la Cassetta Farnese.

Nel caveau è infatti possibile ammirare l’opera, tradizionalmente esposta nella Wunderkammer del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli. Prima di questa esposizione la Cassetta è stata sottoposta a un delicato intervento di restauro presso il laboratorio del museo, dove, per la prima volta, è stata smontata nei suoi singoli pezzi, offrendo così una occasione unica di studio e approfondimento. La mostra, patrocinata dal Comune di Milano, sarà aperta al pubblico fino al 28 ottobre 2018.

Michele Coppola, Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, afferma: «L’incredibile bellezza della Cassetta Farnese colpisce e ci ricorda come l’estro e la creatività contemporanea abbiano origine nella storia e nella grande arte italiana. Presentarla nel caveau di Piazza Scala appositamente aperto restituisce pienamente la passione e la convinzione con cui la nostra Banca è impegnata a promuovere cultura e a valorizzare il patrimonio artistico nazionale. L’eleganza e la perfezione dell’opera sono ancora più risaltate dalla vicinanza del dipinto di Tiziano, due eccezionali prestiti che confermano il rapporto di amicizia e collaborazione tra l’importante Museo di Capodimonte e le Gallerie d’Italia».

Tiziano-Ritratto del Cardinale

Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, dichiara: «La Cassetta Farnese è considerata uno dei maggiori capolavori dell’oreficeria manieristica del Cinquecento, simbolo indiscusso di eleganza, lusso raffinato, creatività artistica e artigianato d’eccellenza insieme alla celeberrima Saliera di Benvenuto Cellini, conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un vero caposaldo della nostra collezione Farnese che, in via eccezionale, prestiamo per questa mostra a testimonianza del primato italiano nelle arti e nella moda che continua ad imporsi sui mercati mondiali senza rivali nel corso dei secoli, ieri come oggi».

La Cassetta Farnese è un preziosissimo scrigno d’argento dorato, riccamente ornato di cesellature e piccoli bassorilievi con lapislazzuli e cristalli di rocca incisi, realizzato tra il 1543 e il 1561 dall’argentiere fiorentino Manno di Bastiano Sbarri, allievo di Benvenuto Cellini, e da una serie di collaboratori attivi a Roma nel quinto decennio del Cinquecento, su commissione del cardinale Alessandro Farnese. L’altissimo livello qualitativo dell’opera è, tra l’altro, testimoniato dal fatto che per i disegni di alcune scene, tradotte in cristallo di rocca da Giovanni Bernardi da Castel Bolognese, fu chiamato Perin del Vaga, che negli stessi anni guidava l’équipe di decoratori attiva in Castel Sant’Angelo, uno dei più importanti cantieri romani del XVI secolo.

A COSA SERVIVA? – Molte le ipotesi sostenute in passato sulla funzione della Cassetta: si è a lungo pensato che servisse a custodire altri celebri e preziosi oggetti appartenuti alla casata. È ormai certo però che essa non ebbe una funzione precisa in quanto fu utilizzata come sontuoso dono del cardinale Farnese a Maria d’Aviz di Portogallo, che nel 1565 andò in sposa ad Alessandro Farnese, futuro duca di Parma e Piacenza, nipote nonché omonimo del prelato.

Un superbo ritratto del cardinale Alessandro Farnese eseguito da Tiziano, ugualmente proveniente dal Museo di Capodimonte, affiancherà in mostra la Cassetta. Il ‘gran cardinale’, come fu chiamato dai contemporanei, fu elevato alla dignità cardinalizia a soli quattordici anni. Personaggio di spicco della Roma cinquecentesca, noto per le grandi capacità diplomatiche, che contribuirono a consolidare il potere politico ed economico della famiglia, fu tra i più grandi collezionisti e mecenati del suo tempo.

In questo contesto d’arte e raffinatezza si inserisce il contributo di un grande maestro fotografo, Giovanni Gastel, che ha immortalato in pochi scatti lo splendore dell’opera. Forte della sua lunga esperienza, Gastel ha saputo esaltare, in oltre quarant’anni di attività, le bellezze culturali e artistiche del nostro paese, con ineguagliabili stile ed eleganza. Un profeta del bello con un talento naturale che ha trovato la sua massima espressione nel mondo della moda, collaborando con i maggiori esponenti del settore.

Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo è il piano triennale delle iniziative con cui la Banca esprime il proprio impegno per la promozione dell’arte e della cultura nel nostro Paese.

Alle Gallerie d’Italia, i tre musei di Intesa Sanpaolo a Milano, Napoli e Vicenza, è esposta una selezione delle oltre 30 mila opere appartenenti al Gruppo, dall’archeologia al contemporaneo: il Martirio di sant’Orsola, capolavoro di Caravaggio, insieme a opere di ambito meridionale tra Seicento e inizi Novecento alle Gallerie di Napoli; a Vicenza, le ceramiche attiche e magnogreche, la pittura veneta del Settecento e le icone russe; a Milano, le collezioni dell’Ottocento e del secondo Novecento italiano. Accanto all’attività espositiva permanente, Progetto Cultura organizza alle Gallerie d’Italia mostre temporanee secondo progetti scientifici originali, anche grazie a prestiti e scambi con importanti istituzioni museali nazionali e internazionali.

Il programma Restituzioni dal 1989 cura e sostiene il restauro di opere del patrimonio italiano individuate in collaborazione con gli organismi ministeriali di tutela. Alla valorizzazione dei beni d’arte di proprietà e pubblici, la Banca affianca un vasto sostegno ai principali musei, istituzioni e iniziative culturali del Paese, dal teatro alla musica, dalle mostre ai festival, con particolare attenzione alla promozione del libro e della lettura. L’Officina delle idee mira ad offrire a giovani, laureati e post–laureati, occasioni formative qualificanti nel mondo dell’arte. Progetto Cultura è realizzato dalla Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, la cui responsabilità è affidata a Michele Coppola.

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