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Napoli, dai fondali del Castel dell’Ovo spuntano i resti di mura risalenti a 3mila anni fa

Reperti unici e antichissimi legati alle origini della città di Partenope. Previsto il recupero e la fruizione per i cittadini e i turisti

Cultura
6 settembre 2018 15:22 Di redazione
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Una scoperta sensazionale quella fatta nell’area marina che circonda il Castel dell’Ovo fortificazione che rappresenta molti aspetti simbolici e storici di Napoli. Da una parte, il maniero è il castello più antico della città.

Dall’altra è teatro di due leggenda, una che narra della sirena “Partenope” giunta sull’isolotto di Megaride. La seconda racconta di un uovo misterioso posto nelle sue fondamenta.

Infine, lo spettacolo del panorama. Infatti, il Castel dell’Ovo si trova alla fine di via Santa Lucia (di fronte il Monte Echia) in quella parte di lungomare dove c’è il vecchio borgo di pescatori conosciuto come Borgo marinari.

A quanto pare il fascino e la ricchezza culturale di questo sito non smetterà di stupirci. Sono stati ritrovati sul fondale marino del castello resti di mura risalenti a 3mila anni fa. Una scoperta che potrebbe riscrivere la storia di Napoli.

La ricerca è stata condotta dalla Iul di Milano in collaborazione con la soprintendenza archeologica della città di Napoli, con Marenostrum Archeoclub d’Italia e grazie al supporto logistico del Circolo Canottieri Savoia.

Si tratta, probabilmente, di mura tufacee che in passato sarebbero servite e difendere i primi insediamenti costruiti sull’isolotto di Megaride.

Le mura che stiamo studiando sarebbero databili all’VII secolo a.C., e sembrerebbero confermare l’ipotesti dell’approdo nell’attuale area del Castel dell’Ovo. Siamo ancora in fase di studio e proprio come in una inchiesta poliziesca, le indagini proseguiranno proprio per cercare ulteriori prove a supporto delle nostre teorie. Tutto però, ci lascerebbe supporre che stiamo investigando nella giusta direzione“, queste le parole di Filippo Avilia archeologo e docente della Iulm di Milano riportate su Il Mattino.

Stiamo pensando proprio a tutti. Il nostro obiettivo è di rendere fruibili questi percorsi anche perché darebbe la possibilità a tutti di andare a vedere da vicino il mondo sommerso a pochi passi da noi. Tutto sommato siamo a pochi metri sotto il livello dell’acqua e questo consente a tutti di seguirci in immersione, in maniera affascinante e totalmente sicura“, ha dichiarato il geologo Rosario Santanastasio di Marenostrum – Archeoclub d’Italia.

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