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“A che ti servono i testicoli?”: “bullizzato” da un dottore perché omosessuale, scatta l’indagine interna

La denuncia arriva dall'Arcigay di Napoli, la vittima è un giovane tesserato che stava facendo una visita di controllo dopo un intervento

Cronaca
11 gennaio 2018 16:24 Di Sveva Scalvenzi
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Sta creando scandalo in queste ore la denuncia di un giovane tesserato dell’Arcigay di Napoli, che ha raccontato di essere stato deriso perché omosessuale da un medico dell’ospedale Cotugno durante una visita.

Il giovane giorni prima si era recato presso la struttura ospedaliera a seguito di un intervento, di cui non è stata specificata l’entità, quando è tornato per sottoporsi alla visita di controllo, il chirurgo che l’ha visitato l’avrebbe offeso con battute sessiste. A raccontarlo è stata l’Arcigay di Napoli, che in una nota sul sito web ha scritto:
Semplicemente increscioso ciò che è accaduto, qualche giorno fa, ad un ragazzo omosessuale. Raccogliamo in queste ore il profondo malessere di un nostro associato, preso in giro e letteralmente bullizzato durante una visita di controllo presso l’ospedale Cotugno di Napoli. Recatosi in ospedale per sottoporsi ad una visita di controllo successiva ad un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto, il tesserato di Arcigay Napoli  è stato prima preso in giro dal chirurgo – che ironizzava in maniera volgare sulla funzionalità e l’utilità dei suoi organi genitali – e poi non è riuscito ad ottenere dallo stesso risposte chiare a domande specifiche circa le inferenze tra decorso post-operatorio e la possibilità di svolgere una normale vita sessuale: il medico infatti ha reagito stizzito ai quesiti, definendo in maniera irritata l’omosessualità come una “patologia”, fino a strappare l’impegnativa per ulteriori accertamenti“.
Un comportamento, sottolinea l’Arcigay molto grave sia per i rapporti che intercorrono tra la struttura e la loro associazione sia dal punto di vista deontologico:
La gravità del comportamento del chirurgo da un punto di vista deontologico – che di fatto non ha svolto la funzione per cui ricopre il suo posto presso l’azienda sanitaria – è ancora più esecrabile se si considera che proprio l’azienda sanitaria Cotugno storicamente collabora con Arcigay Napoli per la lotta all’AIDS e alle malattie a trasmissione sessuale. Nell’attesa di ricevere risposte chiare e tempestive dalla direzione sanitaria del Cotugno – alla quale abbiamo inviato formale richiesta di chiarimenti – auguriamo al nostro amico una rapida e totale remissione con la consapevolezza però che, se al suo posto, si fosse trovato un ragazzo omosessuale più giovane o più fragile, le risposte violente e antiscientifiche del dottore del Cotugno avrebbero certamente inferto un trauma profondo nella psiche del paziente. Per tanto chiediamo che in Regione Campania possano esserci momenti di formazione sulla salute delle persone LGBT, per contrastare ogni forma di discriminazione che spesso diventano ostative per tantissime ragazze e tantissimi ragazzi nell’accesso al sistema sanitario nazionale“.

La denuncia dell’Arcigay di Napoli in poco tempo ha scatenato l’indignazione generale. Immediata la risposta dell’ospedale Cotugno e del suo direttore generale Giuseppe Matarazzo che ha avviato un’indagine interna per accertare cosa sia accaduto e prendere eventuali provvedimenti:
In merito a quanto denunciato dall’Arcigay di Napoli l’Azienda ha avviato un’indagine interna per verificare il fatto denunciato e per prevenire ogni eventuale e ulteriore episodio discriminante. Una volta accertati i fatti – conclude – saranno presi gli eventuali provvedimenti del caso“.

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