Ultimo aggiornamento lunedì, 11 dicembre 2017 - 21:08

Sarri e le frasi pro Higuain e contro Ounas: “Non rappresenta il Napoli”

Critiche per le parole del tecnico toscano. "Spalletti distrusse Pjanic"

Calcio Napoli
6 dicembre 2017 13:01 Di redazione
5'

Oltre al danno anche la beffa. A poche ora dalla sfida con il Feyenoord e dalla possibile uscita di scena dalla Champions League, con relativa retrocessione in Europa League, continuano a far discutere le dichiarazioni di Maurizio Sarri nel post gara di Napoli-Juve.

A sconfitta acquisita, con gol decisivo realizzato  da Gonzalo Higuain, il tecnico toscano in conferenza stampa e davanti alle telecamere ha spiazzato con le sue dichiarazioni, dimenticandosi probabilmente di essere ancora l’allenatore del Napoli. A ricostruire la caduta di stile di Sarri è stato il blog Napoli Outsider, molto seguito soprattutto su Twitter.

In un lungo e dettagliato articolo vengono analizzate alcune esternazioni dell’allenatore azzurro. Si parte dalle parole, decisamente fuori luogo, su Gonzalo Higuain.

Lui è bravissimo in quelle situazioni, sono stati bravi e il ‘Pipa’ è stato freddissimo: loro hanno 90 milioni in meno, ma 3 punti in più, perché hanno un fenomeno. I fischi? Con i napoletani sono sempre d’accordo, ma in questo caso li trovo ingiusti. Qui lui ha sempre dato il massimo, poi quella clausola…”. La chiusa simpatica sui colori utilizzati durante i 90 minuti: “Speravo di morire prima di vedere un Napoli-Juventus gialli contro grigi… Una vera tristezza”.

Parole fuori luogo così come sottolineato da diversi giornalisti sportivi che seguono quotidianamente le vicende del Napoli.

Su Gonzalo Higuain, Sarri può avere le sue idee. Dovrebbero però restare legate alla sfera personale, all’intimità. Perché quando Sarri si presenta davanti alle telecamere con la tuta del Napoli, rappresenta non solo se stesso, ma tutto quello che il Napoli è: società, calciatori e tifosi. (Arturo Minervini, TuttoNapoli)

Un’altra frase piuttosto discutibile è quella relativa alle avversaria per la corsa allo scudetto:

Inter, Roma, Juve sono tutte squadre nettamente più forti di noi.

“Ha un sacco di giocatori che hanno detto esplicitamente ai media di credere nello scudetto – scrive NapoliOutsider -. Hanno fatto un patto nello spogliatoio perché ci credono e si sentono più forti di tutti. E poi devono sentire l’allenatore dire una cosa del genere. Magari la pensa pure, ma possibile che debba andare a sminuire e scaricare i propri giocatori? Deve andare a contraddirli e dire che siano meno forti di altri? A ben vedere poi questa frase crea una situazione a dir poco autocelebrativa: se si arriva dietro, è perché gli altri sono più forti come organico (e sull’Inter davvero è così, a prescindere da tutto?). Se si arriva davanti, i meriti sono solo di una persona”.

Altra “perla” Sarri la regala quando parla di Adam Ounas:

“Ounas è un ragazzino, un anarchico, non sa difendere, due stagioni fa ha giocato 10 partite buone, nella scorsa nemmeno quelle…”. Questa è la descrizione di un mezzo giocatore e giuro che l’ho sentita stasera, non l’ho fatta io… E aggiungo che se il giudizio sul giocatore è questo, farlo entrare proprio contro la Juve è una grande contraddizione. (Marco Azzi, Repubblica)

“Una cosa che ho sempre percepito di Sarri – continua l’articolo di Napoli Outsider – è che lui non si senta di rappresentare squadra o società, ma solo se stesso. Questa è stata un’altra occasione in cui lo ha dimostrato.

Sarri è sempre stato schietto. Ha sempre detto quello che pensava (o almeno questo è il complimento che gli viene rivolto più spesso) ed è stato più volte accusato di “opposizione interna” per questo motivo. Personalmente io sono uno che ritiene che i panni sporchi si lavino in casa, quindi davanti alle telecamere parlerei sempre in costante difesa di società e squadra. Mi tirerei addosso le responsabilità e penserei a compattare l’ambiente per poi eventualmente alzare la voce a Castel Volturno. Lo avrei fatto a maggior ragione venerdì sera, addossandomi anche colpe eventualmente non mie, pur di stringere le maglie e proteggere i giocatori.

Ma in generale, anche se non concordo col modus operandi sarriano, posso capire che lui sia diverso da me e quindi se ci tiene a criticare la società o a dire ai propri giocatori che siano meno forti di altri pur di rimanere schietto ed onesto, non ci posso fare niente”.

Immancabili poi i paragoni con altri allenatori, come Luciano Spalletti, che lo scorso anno, quando perse Pjanic acquistato dalla Juve, così commentò l’adido del centrocampista bosniaco:

Tutti i miei giocatori sono migliori di Pjanic. In questo momento non c’è nessuno che sia inferiore a lui, nemmeno il nostro magazziniere

Non sono arrabbiato con Miralem ma io sono l’allenatore della Roma e quindi considero tutti i miei ragazzi più forti di lui. Pjanic è un top player, un campione ma gioca in una squadra che non è la mia. Il miei giocatori sono i migliori al mondo

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