Ultimo aggiornamento lunedì, 11 dicembre 2017 - 21:08

Salvini e la foto con Insigne e Callejon: “Selfie-sciacallo, ricordate i cori contro i napoletani?”

Il Napoli spiega: "Lo abbiamo solo ascoltato, rifiutando le sue scuse"

Cronaca
1 dicembre 2017 12:50 Di Ciro Cuozzo
3'

“Non dovevano prestarsi al “selfie-sciacallo” con Salvini”. Sta facendo discutere la foto scattata ieri sera nell’hotel di Castel Volturno, nel Casertano e a pochi passi dal centro sportivo del Napoli, che immortala Lorenzo Insigne, José Maria Callejon, Edo De Laurentiis (vice presidente del Napoli) e il segretario e leader della Lega Nord Matteo Salvini. Tantissimi i commenti di indignazione al selfie al quale si sono prestati i giocatori azzurri.

Il Napoli ieri era in ritiro in vista della sfida di questa sera al San Paolo contro la Juventus. Salvini invece è in Campania, in quel Sud tanto denigrato, per fare campagna elettorale. Insomma il leader della Lega, tifosissimo del Milan, ha subito colto l’occasione per immortalarsi con Insigne e Callejon nel disperato quanto inutile tentativo di raccogliere consensi dai quei “terroni” che ha sempre combattuto in passato. Negli ultimi anni però,  una volta realizzato che l’Italia non finisce al Nord e che per fare carriere occorrono anche i voti dell Sud, la strategia di Salvini è cambiata. Adesso qualche capatina in “Terronia” è obbligatoria, doverosa. Bisogna aumentare i consensi e combattere i nuovi nemici: i migranti e i rom.

Quindi non bisogna meravigliarsi dell’opportunismo di Salvini. Sorprende invece l’eccessiva ospitalità e disponibilità del Calcio Napoli e di Lorenzo Insigne, cresciuto nelle case popolari di Frattamaggiore, comune in provincia di Napoli. Disponibilità che in passato, per altri motivi, ha causato problemi ai giocatori azzurri (sono diverse le foto e le frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata). A volte una presa di posizione netta andrebbe presa, soprattutto contro politici che fino a qualche anno fa cantavano cori a squarciagola contro i napoletani. Essere educati, disponibili, non sempre premia, soprattutto se “grazie” ai social l’esposizione diventa quasi sempre virale. Prendere le distanze dal leader di un partito che ha sempre fatto del nome il proprio cavallo di battaglia dovrebbe essere un atto dovuto.

Intanto lo stesso Salvini all’alba di questa mattina si è recato lungo le strade di Castel Volturno per un tour a caccia di caporali, che ogni giorno passano a prendere con i loro pullmini centinaia di migranti che poi vengono dirottati nei campi agricoli o nei cantieri edili. “Abbiamo solo intuito la presenza dei caporali, ma è bastato per comprendere ciò che qui succede ogni mattina tra le 5.30 e le 6 – ha detto Salvini – Ho avuto la fortuna di incontrare alcune persone che raccontano di un pezzo d’Italia fuori controllo, dove spaccio, prostituzione, lavoro nero, e la camorra mettono in difficoltà i cittadini per bene. Ci sono immigrati che lavorano bene però se si parla di 10-15mila cittadini fantasma che campano in dieci in bilocali, non pagando una lira e lavorando illegalmente, vuol dire che qua non occorrono altri milioni di euro, ma un intervento serio, e non mi riferisco all’esercito; bisogna verificare casa per casa, via per via chi ha diritto a restare e chi no”.

 

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