Ultimo aggiornamento sabato, 18 novembre 2017 - 18:12

Camorra, duplice omicidio nel parco del Rione Toiano: arrestati dopo 20 anni boss e mandanti

Ordinanze per i due boss Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce e per i sicari Salvatore Cerrone e Nicola Palumbo (tutti già detenuti)

Cronaca
9 novembre 2017 13:01 Di redazione
2'

Entrarono in azione a bordo di un furgone rubato davanti a un bar della zona e fecero fuori i capi del clan rivale per acquisire il controllo totale del territorio. Risolto dopo 20 anni un duplice omicidio di camorra avvenuto nei giardinetti del Rione Toiano a Pozzuoli, comune in provincia di Napoli.

Il 19 giugno del 1997 vennero uccisi Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore, a capo del gruppo camorristico che contendeva il controllo degli affari illeciti al sodalizio capeggiato da Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce. Proprio i due boss, insieme a Salvatore Cerrone e Nicola Palumbo, tutti già detenuti, sono i destinatari delle quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Napoli al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e svolte dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli.

Arrestato il boss Longobardi, era stato scarcerato: torna in prigione per estorsioneI due capi del clan camorristico dei Longobardi-Beneduce e i due del gruppo camorristico Del Bivio devono rispondere di omicidio aggravato da finalità mafiose. Nel corso delle indagini è emerso che i due boss erano gli organizzatori e mandanti e i due “Del Bivio” gli esecutori materiali. Tutti sono ritenuti responsabili con soggetti deceduti o non identificati del duplice omicidio di Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore. Il gruppo di fuoco era formato da almeno quattro persone arrivate nei giardinetti del Rione Toiano a bordo di un furgone rubato davanti a un bar della zona. I sicari scesero poi dal mezzo armati di fucili a canne mozze e spararono numerose volte alle vittime che per cercare scampo si diedero alla fuga e tentarono di nascondersi in un parco e tra le colonne di un porticato.

Il provvedimento si basa anche su dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno militato in entrambe le consorterie, passando dai Sebastiano-Bellofiore ai Longobardi-Beneduce in ossequio alla logica del “transito imposto ai vinti”.

2
Ultimo aggiornamento 13:01
LEGGI COMMENTI

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi