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Camorra, 8 anni di carcere alla moglie del boss Raffaele Ascione

Immacolata Adamo è vedova dal 2004. La sentenza di primo grado è arrivata dopo la fine del processo "Freedom"

Cronaca
26 Settembre 2017 16:31 Di Andrea Aversa
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Sono più di 100 anni il totale della pena inferta dal collegio giudicante guidata dal Presidente Gabriella Pepe ai danni del clan camorristico AscionePapale. È stata accolta dai giudici la richiesta del Pm Pier Paolo Filipelli che ha avviato l’inchiesta nel 2014. L’operazione Freedom ha avuto inizio a luglio dello scorso anno quando un’operazione dei Carabinieri ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare contro 18 affiliati al sodalizio che sono stati accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, sequestro di persona, ricettazione, porto e detenzione di arma da fuoco ed estorsione.

Come riportato da Il Roma tra i condannati risulta anche Immacolata AdamoVedova nera” della camorra perché moglie di Raffaele Ascione. Quest’ultimo, boss e capo clan, è morto nel 2004 mentre era rinchiuso presso il carcere di Carinola. La donna dovrà scontare 8 anni e 8 mesi di detenzione perché accusata di aver gestito le attività e gli affari del clan durante l’assenza del marito. Adamo ha impartito ordini e direttive agli uomini del sodalizio dopo che Ascione è stato arrestato.

Immacolata Adamo era diventata proprio per questo un obiettivo del clan rivale, i sodalizio dei BirraIacomino. Il super boss Giovanni Birra voleva approfittare della debolezza dei rivali orfani di Ascione infliggendogli il colpo mortale. L’apice della faida che ha insanguinato Ercolano si è avuto quando la Vedova nera ha rifiutato i 25mila euro che i suoi nemici le avevano dato per mettere la parola fine alla guerra e accettare la resa. Per fortuna sono intervenute le operazioni della giustizia a sedare il conflitto e stoppare l’escalation di violenza. Infatti sono stati numerosi gli arresti che hanno colpito anche il clan Birra-Iacomino. Gli investigatori hanno agito grazie all’ausilio di intercettazioni, colloqui in carcere, video ambientali e alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

 

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