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Omicidio De Roberto, la morte è stata voluta dal clan Bellofiore: arrestati i killer

Cronaca
11 Luglio 2017 15:45 Di Andrea Aversa
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Ucciso fuori il carcere di Secondigliano perché, non solo aveva offeso il figlio del suo boss, ma aveva anche intenzione di passare tra le fila del clan rivale. Tutti gli elementi per guadagnarsi una sicura condanna a morte. E così è stato. Gennaro De Roberto è stato ammazzato il 25 settembre del 1996 e dopo 21 anni sono stati individuati e arrestati i due killer.

Infatti, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia), nei confronti di Francesco Avolio, detto Tyson e affiliato al clan dei Sacco – Bocchetti Gennaro Trambarulo, alias Gennaro o Muntato appartenente al sodalizio dei Licciardi.

Omicidio De Roberto, la morte è stata voluta dal clan Bellofiore: arrestati i killerGli inquirenti hanno sfruttato le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia di entrambe le organizzazioni criminali che nonostante sono egemoni nel territorio di Secondigliano, avevano stretto alleanza con il clan Sebastiano – Bellofiore, operante invece, nell’area flegrea di Napoli.

Le indagini hanno rivelato come il sodalizio Sebastiano – Bellofiore (all’epoca guidato da Domenico Bellofiore Raffaele Sebastiano) abbia usufruito del supporto dei Licciardi (facenti parte dell’Alleanza di Secondigliano ed egemoni, nello specifico, nella zona della Masseria Cardone) per fare la guerra ai nemici dei Beneduce – Longobardi. Quest’ultima organizzazione criminale era retta da Gaetano Beneduce Gennaro Longobardi.

De Gennaro era membro di spicco del clan Bellofiore – Sebastiano ma aveva deciso di cambiare sponda e di affiliarsi con i nemici di sempre, i Beneduce – Longobardi. Non contento, De Gennaro si sarebbe anche macchiato del grave peccato di aver offeso il figlio del boss Raffaele Bellofiore.

Per questo il suo clan aveva emesso la sentenza di morte e per eseguirla sono stati chiamati in causa gli alleati “napoletani”, i Licciardi e i Sacco – Bocchetti di Secondigliano. Del commando di morte che ha ucciso De Gennaro faceva parte anche Gennaro Sacco, ucciso il 24 novembre del 2009.

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