Il rapporto tra la mafia e la camorra è sempre esistito e diverse sono state le situazioni in cui è stato possibile conoscere il connubio della camorra organizzata. Giorgio Mottola, giornalista della trasmissione Report, ha interamente ricostruito il ruolo della mafia siciliana sugli affari della camorra.

Il libro Camorra nostra parte dalla confessione dell’ex boss dei Corleonesi Franco Di Carlo ed è un’inchiesta corredata da documenti giudiziari, fonti testimoniali e ricerca di riscontri. Il giornalista tenta di ricostruire come la mafia di Totò Riina, il capo più spietato di cosa nostra il cui impero si basò sulla violenza, abbia influenzato e contribuito a fondare la nuova camorra degli Zaza, dei Nuvoletta, dei Bardellino e dei Mallardo.

TORNA A PARLARE RAFFAELE CUTOLO, ASCOLTATO PER ORE DAI PM

Nel testo c’è un episodio che racconta come Raffaele Cutolo, il boss più prestigioso che fondò la Nco (Nuova Camorra Organizzata) oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Parma, si sia ribellato ai dettami della mafia sfidando il capo dei capi. L’aneddoto raccontato e riportato sulla testata il Fatto Quotidiano è il seguente: alla fine degli anni Settanta, in un vertice tra camorra e mafia Riina impone a Cutolo di affiliarsi puntatogli una pistola alla testa, ma il boss replica con queste parole: “O spari o ti piscio sulla pistola. Cutolo, però, aveva solo iniziato la sua sceneggiata. Si alzò e, piantandosi di fronte a Riina, aprì la patta e gli pisciò la scarpa“. Questi episodi, riportati nel’inchiesta di Mottola, fanno parte dell’interrogatorio del ‘Professore Vesuviano’ ancora oggi secretato.

 

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Articolo di Fabiana Coppola
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