Un professionista è stato brutalmente aggredito a Piazza Nazionale, prima la rapina, poi la violenta colluttazione con tre malviventi che lo hanno pestato senza pietà, trasformando il suo volto in una maschera di sangue. Il tutto accadeva mentre l’uomo era a telefono con un’amica che ha vissuto da remoto gli attimi di terrore.

Aggressione

Antonio, questo il nome dell’uomo, è stato prima avvicinato e derubato dei suoi beni e poi è stato picchiato con calci e pugni in pieno volto, con una ferocia assurda. L’uomo è stato ricoverato presso l’ospedale Pellegrini di Napoli ma ha deciso, attraverso un post Facebook, di denunciare l’accaduto. “Antonio mi ha chiesto da un letto di ospedale di essere la sua voce e raccontare ciò che gli è successo poco dopo mezzanotte, mentre tornava a casa a piedi da una cena a casa mia, nello studentato di via Brin, verso piazza Nazionale. Mentre camminava ed era al telefono con me, è stato brutalmente aggredito da tre malviventi, che l’hanno derubato di cellulare e portafogli tempestandolo di calci sul viso e botte. Ne è nata una colluttazione, di cui ancora ho nelle orecchie la ferocia mentre la ascoltavo urlando impotente” ha raccontato un’amica della vittima che si è fatta portavoce dell’accaduto.

“Ha provato a difendersi – prosegue Valentina – rimediando una frattura nella parte sub orbitale dell’occhio, il naso rotto, le nocche rotte e tanta, tanta rabbia. Tanta rabbia nei confronti dei delinquenti che rendono oscure le strade di questa città, che chiunque lo conosca sa che ama visceralmente, tanta rabbia per le piccole libertà negate come quella di rincasare, tanta rabbia per il non arrendersi a dover convivere con il timore e allo stesso tempo per il non sentirsi al sicuro. Adesso è ricoverato all’Ospedale dei Pellegrini, ha fatto una tac e domani farà altre visite di controllo. Le botte che fanno più male di quelle fisiche sono quelle alla fiducia nell’essere umano. ‘Ma sono vivo e sorrido’, mi dice, agguerrito più che mai a non dargliela vinta e a combattere ogni tipo di criminalità e ingiustizia”.

 

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Articolo di Valentina Giungati
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