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La forza economica del clan Contini: “Ettoruccio prese 700mila euro per giocarli”

Cronaca
6 Aprile 2017 18:20 Di redazione
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Uno dei clan più longevi e potenti di Napoli quello dei Contini. Membro di quell’Alleanza di Secondigliano, insieme ai Mallardo e i Licciardi, sancita dal matrimonio dei tre boss (Edoardo ‘o romano Contini, Patrizio Bosti e Francesco Mallardo) con le sorelle Aieta, negli ultimi tempi colpita da arresti eccellenti e ingenti sequestri di beni.

L’ultimo nella giornata di ieri, quando il Nucleo di Polizia Tributaria ha confiscato, su ordine della Procura di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia (DIA), beni immobili, complessi aziendali e quote societarie, per un valore complessivo di circa 320 milioni di euro, riconducibili ad esponenti del clan Contini e prestanomi che agivano per conto dell’organizzazione criminale.

Nei guai quello che dagli investigatori è considerato il cassiere del clan, l’imprenditore Ciro Di Carluccio. Insieme alla famiglia, amministrava, grazie ad una fitta rete di prestanome, numerosissime attività economiche, che spaziavano dal commercio al dettaglio di carburanti, alla gestione di bar, al commercio di oro e preziosi, agli investimenti immobiliari ed alla concessione di prestiti in denaro.

La forza e il potere di Ciro Di Carluccio, 56 anni, è raccontata da due pentiti di camorra, Vincenzo De Feo e Teodoro De Rosa, che hanno sottolineato come  “Ciro Di Carluccio diede 700mila euro a “Ettoruccio” in pochi minuti. Lui li aveva persi al gioco o doveva giocarseli non ricordo bene. Bosti andò a prenderli nella sua villa: entrò e poco dopo scese con una borsa di “Louis Vuitton” piena di soldi”.

Ettore Bosti, 38enne soprannominato ‘o russo, è il figlio di Patrizio Bosti e nipote di Edoardo Contini, arrestato il 3 marzo del 2016, insieme ad altre 33 persone, per associazione transnazionale finalizzata al traffico di droga. Sempre secondo il racconto dei pentiti, Bosti chiamava ‘zio’ Di Carluccio in segno di rispetto. Circostanza che fa capire come l’imprenditore fosse ritenuto un uomo di fiducia da parte della famiglia.

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