Blitz all’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli dove questa mattina la Polizia di Stato di Napoli ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 8 persone tra amministratori di strutture pubbliche partenopee, legali rappresentanti di imprese e imprenditori, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Altre due persone invece non sono state rintracciate perché all’estero.

Le indagini condotte dai pm Woodcock, Carrano e Parascandolo e coordinate dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice riguardano gli appalti presso l’azienda ospedaliera napoletana e presso l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario.
Tra le persone coinvolte finisce agli arresti domiciliari l’avvocato Guglielmo Manna, ex marito del giudice Anna Scognamiglio, già a processo con uomini dello staff del governatore Vincenzo De Luca per altri reati.Sono finiti agli arresti anche Pasquale Arance, tra i dirigenti del Santobono, e Umberto Accettullo, a sua volta direttore amministrativo dell’Adisu Orientale, Partenope e Federico II. Tra i capi di imputazione spunta anche un appalto per la fornitura delle strutture universitarie. Corruzione è l’accusa ipotizzata. In carcere è finito pure Giorgio Poziello, coordinatore infermieristico della sala operatoria del Santobono-Pausilipon, accusato, tra l’altro, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il giro di appalti è stato stimato in 11 milioni e 500mila euro in cambio di tangenti pari a circa 55mila euro. Gola profonda dell’inchiesta è stato un imprenditore, Pietro Coci, titolare della società Euro Servizi Generali Group, una delle aziende che insieme alla bolognese Manutencoop gestiva gli appalti e che regolarmente pagava una tangente del 2-2,5 per cento in cambio dell’appalto. Coci ha iniziato a collaborare quando le indagini erano già in una fase avanzata. Le sue rivelazioni non hanno fatto altro che confermare quanto accertato dagli investigatori.
A farsi corrompere il dirigente medico e presidente della commissione di gara, Pasquale Arace, che oltre alla tangente avrebbe preteso da Coci l’assunzione della compagna e il pagamento delle spese per farle conseguire la patente di guida.
Lo stesso Coci sarebbe stato oggetto di minacce, insieme ad alcuni suoi collaboratori, da parte del capo della sala reparto di chirurgia, Giorgio Poziello (unico finito in carcere). Quest’ultimo al fine di ottenere la corresponsione della tangente ha minacciato di far intervenire esponenti de clan Polverino, attivi nella zona dei Camaldoli, a Marano e Quarto. Episodio questo confermato dalle indagini della squadra mobile di Napoli con Poziello che dovrà ora rispondere del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
LA NOTA DELLA MANUTENCOOP – In merito all’inchiesta relativa alla gara per l’affidamento dei servizi di pulizia presso l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon avviata dalla Procura di Napoli, Manutencoop Facility Management S.p.A. (“MFM” o la “Società”) precisa di essere del tutto estranea alle ipotesi di reato oggetto di indagine contestate a tre dirigenti della Società ed esclude categoricamente qualsiasi condotta non conforme ai principi di correttezza e alle disposizioni di legge.
In dettaglio, la Società precisa che, attualmente, è stato notificato ad alcuni dirigenti esclusivamente un decreto di perquisizione, eseguito presso la sede della Società, finalizzato all’acquisizione di documentazione di gara. Stando a quanto appreso dagli organi di stampa, le accuse a carico di MFM si baserebbero su dichiarazioni di terzi, esterni alla Società, che MFM ricusa in toto, certa dell’assoluta correttezza dei propri comportamenti e di quelli dei propri dirigenti.
Nel corso degli accertamenti disposti oggi dalla Procura di Napoli, MFM ha prestato la massima collaborazione e continuerà a collaborare al fine di giungere ad una rapida conclusione dell’indagine.
Manutencoop Facility Management, sicura che l’esito delle indagini attesterà la propria completa estraneità a ogni ipotesi di reato, conferma piena fiducia nell’attività della Magistratura.
Articolo di Ciro Cuozzo e Fabiana Coppola
