Non è tardato ad arrivare il commento di Vincenzo De Luca sulle ultime “vicissitudini” del Partito Democratico a Napoli. Il governatore della Regione Campania non poteva di certo farsi sfuggire l’occasione di dire la sua rispetto ai brogli avvenuti in alcuni circoli cittadini del partito per i tesseramenti.

Alla scadenza della data per iscriversi al PD ne sono successe di tutti i colori a Napoli, ma anche in altri circoli campani. A Miano un’inchiesta del quotidiano La Repubblica, ha scoperto che c’era una persona che offriva i 10 euro necessari al tesseramento, a chi andava ad iscriversi al partito. E ancora, a Bagnoli e a San Carlo ci sono stati rigonfiamenti “anomali”, dove a iscriversi c’era gente di origini straniere appartenente anche ad altri quartieri.
Altri circoli campani non sono stati da meno, da Castellammare di Stabia è partito l’acquisto di 100 tessere online da una singola persona, cosa proibita dal regolamento. E altri brogli ci sarebbero stati a Caserta, dove dieci dirigenti del partito hanno denunciato “gravi irregolarità”. La questione delle iscrizioni al partito, in vista del congresso del PD, ha creato non poche anomalie in tutta la Campania.
Se a questo, si unisce l’inchiesta legata sempre al PD napoletano, sulla candidatura di 9 persone inconsapevoli nella lista Napoli Vale a sostegno di Valeria Valente, candidata a sindaco di Napoli del centrosinistra, in cui a essere coinvolto è Gennaro Mola, braccio destro nonché compagno della Valente, il dado è tratto. I dem stanno affrontando una crisi senza precedenti, da cui sarà difficile uscire. Ed è qui che arriva pungente il commento di Vincenzo De Luca, che in una trasmissione in onda su Lira TV, ha definito il PD napoletano: “Sconcertante e imbarazzante” e ancora “È un partito che non produce nulla.Ovviamente una ricaduta nell’opinione pubblica“. E così il governatore ha fatto il suo attacco, quasi come se la questione non fosse la sua. Quando invece, la crisi del suo stesso partito, seppure a livello locale, dovrebbe interessargli e come.
