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Maradona e la camorra: “I Giuliano proteggevano la mia famiglia”

Cronaca
27 Gennaio 2017 10:01 Di redazione
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Ha ripercorso diverse tappe della sua vita Diego Armando Maradona nell’intervista rilasciata al programma televisivo condotto da Maurizio Costanzo su canale 5.

Un’intervista registrata dal fuoriclasse argentino nelle scorse settimane quando è stato anche al teatro San Carlo di Napoli in occasione di “Tre volte Dieci”, lo spettacolo ideato per festeggiare i 30 anni dal primo scudetto azzurro, conquistato nel 1987.
Maradona ha affrontato diversi argomenti durante l’intervista. Dal Fisco alle umili origini, passando per i trionfi a Napoli e al ritrovato rapporto con i figli (in particolare con Diego Maradona jr, avuto a Napoli da una relazione con Cristiana Sinagra). Diego ha parlato anche dei delicati rapporti con la camorra. In quest’ottica sono interessanti alcune dichiarazioni sulla ‘protezione’ che il clan Giuliano aveva assicurato al giocatore.

Mi ricordo che uscivo di notte e incontravo queste persone. Non sono il tipo di persona che chiede i documenti o il passaporto per fare una fotografia. Mi prestavo a quelle foto e poi uscivano quel tipo di notizie sui giornali. Non o mai avuto rapporti con la camorra. Dalla malavita ho avuto solo la sicurezza che nessuno avrebbe mai toccato le mie bambine. Scrissero che, se non fossi tornato a Napoli, se la sarebbero presa con la mia famiglia, ma non è mai stato così. Carmine Giuliano mi diede la sua parola che nessuno le avrebbe mai toccate.

Le frequentazioni di Maradona con la malavita di Forcella sono ormai cosa nota. Hanno fatto il giro del mondo alcune foto che vedevano il fuoriclasse argentino in compagnia dei fratelli della potente famiglia Giuliano. Rapporti ma chiariti del tutto e che lasciano diverse ombre sui suoi trascorsi a Napoli.

“Partendo da destra – così come riportato dal giornalista Arnaldo Capezzuto su isiciliani.it – dietro il Pibe de oro c’è Luigi Giu­liano, cugino omonimo del boss Lovigino ma più noto per essere il padre di quel Salvatore, che il 27 marzo del 2004, ucci­se nel corso di un conflitto a fuoco la 14enne Annalisa Durante.

Si vedono Carmine ‘o Lione e Raffaele ‘o Ziu Giuliano. Poi c’è un altro Luigi Giuliano detto Giggino ‘a Zecchetella, fi­glio di Giuseppe (ammazzato in un aggua­to in vico Carbonari) e fratello di Pio Vit­torio, padre di Lovigino e fratelli che co­stituirono l’architrave del clan. Infine c’è Enzo Guida, cognome altisonante e perso­naggio di spessore.

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