Attimi di terrore nella notte a Scampia, dove un fortissimo boato ha svegliato centinaia di residenti facendo pensare, almeno inizialmente, a una violenta scossa di terremoto. Erano circa le 23 quando la storica Vela Rossa, già interessata da lavori di demolizione nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana del quartiere, ha ceduto improvvisamente collassando su un lato. Il fragore del crollo e le vibrazioni avvertite nelle abitazioni vicine hanno provocato panico tra gli abitanti della zona nord di Napoli, molti dei quali si sono riversati in strada temendo un sisma.
Secondo le prime ricostruzioni, parte della struttura si sarebbe “adagiata” lateralmente a pochi metri dalle nuove abitazioni costruite nell’area del progetto Restart Scampia. Sul posto sono intervenuti immediatamente Vigili del Fuoco, forze dell’ordine, ambulanze del 118 e tecnici della Protezione Civile per mettere in sicurezza l’intera area. Le autorità hanno chiarito che la Vela risultava ufficialmente disabitata, ma i soccorritori stanno comunque effettuando verifiche approfondite per escludere la presenza di persone sotto le macerie.
La situazione è stata subito monitorata dalla Prefettura di Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha convocato d’urgenza il Centro Coordinamento Soccorsi coinvolgendo Comune, Regione Campania, Asl Napoli 1, Protezione Civile e rappresentanti delle principali società di servizi. Intanto è stata disposta l’evacuazione precauzionale di un edificio di sei piani che ospita 47 nuclei familiari, considerato troppo vicino all’area del crollo. La zona è stata completamente transennata mentre squadre specializzate USAR dei Vigili del Fuoco hanno avviato le operazioni di ricerca tra i detriti.
Alcune abitazioni sono rimaste senza energia elettrica dopo il danneggiamento di una cabina secondaria, motivo per cui E-Distribuzione ha predisposto l’arrivo di gruppi elettrogeni per garantire corrente alla zona. Fortunatamente, al momento, non risultano feriti né persone ricoverate. La Protezione Civile regionale ha inoltre allestito un’area di accoglienza temporanea per le famiglie evacuate, fornendo torri faro, beni di prima necessità e supporto logistico.
Il crollo della Vela Rossa riporta inevitabilmente alla memoria la tragedia della Vela Celeste del luglio 2024, quando il cedimento di alcuni ballatoi provocò morti e feriti, aprendo un lungo dibattito sulle condizioni strutturali delle storiche Vele di Scampia. Quelle costruzioni nate negli anni Settanta come modello innovativo di edilizia popolare sono diventate col tempo simbolo di degrado urbano, criminalità e abbandono istituzionale.
Negli ultimi anni il Comune di Napoli ha avviato un vasto piano di demolizione e rinascita urbanistica che prevede nuovi alloggi, aree verdi e servizi pubblici al posto degli enormi edifici di cemento. La demolizione della Vela Rossa rappresentava uno dei passaggi più importanti del progetto di trasformazione del quartiere. Tuttavia il cedimento improvviso di questa notte dimostra quanto delicata resti la gestione di strutture ormai compromesse dal tempo e dall’incuria. La città ora attende chiarezza sulle cause del collasso mentre Scampia prova ancora una volta a rialzarsi tra paura, macerie e speranza di rinascita.
