Luisa Ranieri torna su Rai 1 con la fiction La preside, interpretando Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che ha fatto della lotta all’abbandono scolastico a Caivano la sua missione. Non è solo un ruolo, ma un tributo al coraggio e alla determinazione necessari per il riscatto sociale di territori difficili. L’attrice napoletana affronta questa sfida con grande umiltà, spiegando che l’obiettivo non è dare lezioni di vita, ma offrire uno stimolo concreto affinché i giovani rifiutino la rassegnazione e scelgano di tornare tra i banchi di scuola.
Il legame con la sua terra d’origine, Napoli, è profondo e radicato nel quartiere Vomero, dove è cresciuta sviluppando precocemente un forte senso di responsabilità. Figlia di genitori separati, a soli dieci anni gestiva già la casa e i fratelli più piccoli mentre la madre lavorava, un’esperienza di autogestione che ricorda con serenità. Dopo aver abbandonato gli studi in Giurisprudenza per inseguire il sogno della recitazione a Roma, la grande popolarità arrivò paradossalmente con uno spot televisivo della Nestea. Quel tormentone, «Antò, fa caldo», divenne un fenomeno di costume che le spalancò le porte del cinema, segnando l’inizio di una carriera inarrestabile.
Per la Ranieri, la recitazione ha rappresentato una vera e propria terapia, un mezzo per superare la timidezza e affermarsi con tenacia in un mondo spesso basato sulle conoscenze. La sua carriera è stata segnata anche da sfide personali complesse, come il difficile rapporto con le scene di nudo, in particolare dopo un’esperienza traumatica sul set con Michelangelo Antonioni. Da quel momento, l’attrice ha lottato con determinazione per non essere etichettata solo per la sua bellezza, rifiutando i classici ruoli da bonona per cercare personaggi con una maggiore profondità psicologica e umana.
