Nel 2014 il business dell’ecomafia è cresciuto ancora. Sono 29.293 i reati accertati per un giro d’affari pari a 22 miliardi di euro.
Ecco cosa ha affermato il rapporto pubblicato da Legambiente sullo stato delle infrazioni ambientali relative all’anno 2014.

La Campania ha registrato un dato positivo: i reati riscontrati nella regione sono diminuiti del 21%. La Puglia è prima per il numero di illeciti al Sud. Il Lazio per il Centro e la Liguria per il Nord Italia.
Gli illeciti accertati sono 29.293, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora. Il fatturato criminale è cresciuto di 7 miliardi rispetto all’anno precedente.
Oggi equivale a 22 miliardi di euro, il cui maggiore introito è rappresentato dal settore agroalimentare. Da solo quest’ultimo vale 4,3 miliardi di euro.

La più grande novità riguarda la nuova legge approvata nel 2015 che punisce i reati ambientali. Infatti il report del prossimo anno è molto atteso. Si avrà una prima verifica sul funzionamento del provvedimento.
Afferma Rossella Muroni, Direttrice Nazionale di Legambiente:
“Questa legge è una straordinaria opportunità. Uno strumento fondamentale per combattere anche quella zona grigia, dove impera la corruzione che è diventata il principale nemico dell’ambiente a causa delle troppe amministrazioni colluse, degli appalti pilotati, degli amministratori disonesti e della gestione delle emergenze che consentono di aggirare regole e appalti trasparenti”.
Della stessa opinione è anche Raffaele Cantone a capo della Autorità Nazionale Anticorruzione:
“Gli appalti pubblici nel settore dell’ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata”.
